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pubblicato il 3 maggio 2016

“mytaxi? Meglio di Uber”

Parla un tassista milanese che ha scelto l'applicazione per lavorare come servizio pubblico in modo più efficace

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Mattia ha 34 anni ed è uno degli oltre 500 tassisti milanesi che si è iscritto a mytaxi, l'applicazione nata a Monaco nel 2009, acquisita da Daimler nel 2014 e presente in più di 40 città europee, con l'esordio oggi a Roma dopo l'avvio italiano a Milano nell'aprile del 2015. Nella Capitale sono 400 i tassisti che in un mese hanno scelto di lavorare con mytaxi, puntando anche a quel turismo internazionale presente tutto l'anno in città e già utilizzatore dell'applicazione in giro per il mondo.

Basta uno smartphone

L'applicazione – per Milano la società non fornisce per ora il numero di clienti che l'hanno scaricata - funziona al solito con uno smartphone. Le modalità di prenotazione, di pagamento e di gradimento del servizio sono le stesse di Uber, l'applicazione privata alternativa al servizio pubblico affidata in Italia a professionisti come gli Ncc, ma vietata nella sua parte più economica che prevede la trasformazione di chiunque dotato di auto propria in un tassista privato.
Uber è nata nel 2009 in America come mytaxy in Europa, chi ha copiato chi di sicuro non interessa ai clienti. Chiediamo invece a Mattia se a Milano Uber – che nel mondo ha sollevato la protesta della maggior parte dei tassisti – si possa considerare nel mirino. “mytaxi è un sistema legale, che è la concorrenza di Uber. I clienti che hanno utilizzato l'applicazione americana ci chiedono loro stessi in macchina 'ma è un sistema identico…' e noi anticipiamo: a Uber. La cosa è smart perché è immediata, il cliente scarica l'applicazione, la prova, si trova bene e decide a quel punto di saltare la centrale radio”.

Tassisti giovani

Chi sono i tassisti che scelgono mytaxi, chiediamo a Mattia? “Detto che è una scelta aperta a tutti e che, come al solito, c'è un po' di attrito e di concorrenza anche con le varie centrali radio, io vedo molti tassisti che hanno un'età tra i 25 e i 35 anni, diciamo fino ai 40. Molti utilizzano l'applicazione sul proprio smartphone, altri lo chiedono alla società”. Con Uber, facciamo presente a Mattia, alla prenotazione si ottiene anche un preventivo, in base al quale si accetta o si rinuncia alla corsa. Lo prevede anche myatxi un servizio di questo tipo? “Con la nostra applicazione si può avere una stima del prezzo della corsa. C'è il tassametro che fa fede e ci sono leggi comunali da rispettare. Nell'uso quotidiano, Uber costa tra il 22 e il 24 per cento in più. Ma per la nostra stima va tenuto conto che mytaxi utilizza le mappe di Google, che non prevedono il passaggio sulle corsie preferenziali. Per cui se mando una stima al cliente di 15 euro fatta dall'applicazione, la corsa potrebbe costare anche 10 o 11. E' il tassametro che governa”.

Autore: Redazione

Tag: Curiosità , roma , taxi , uber


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