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pubblicato il 4 maggio 2016

Rc auto, ecco cos'è in tre parole

Premio, classe e recesso. Per capire cosa sia la Rca basta leggere questa guida

Rc auto, ecco cos'è in tre parole

Il peggiore nemico degli assicurati sono i contratti scritti in babilonese. Col risultato che l’automobilista si aspetta "bianco", e invece la realtà si rivela "nera", come recita la polizza. Per stare alla larga da qualsiasi brutta sorpresa (come un risarcimento atteso e di cui non si ha diritto), l’unica soluzione è capire con precisione cosa recita il contratto Rca: siccome è inutile andare con la lente d’ingrandimento a individuare tutte le criticità, andiamo a colpo, sicuro, spiegandovi le tre parole chiave.

Il tris fondamentale

1# Premio. È l’importo complessivamente dovuto da voi alla compagnia. Se concesso dall’assicurazione, il premio annuale può essere frazionato in rate semestrali, applicando un aumento generalmente pari al 4%. Il premio è determinato in base alla forma tariffaria del contratto e di solito può essere pagato in contanti, o mediante bonifico bancario, Lottomatica, circuito Paypal o carta di credito mediante transazione protetta online. Occhio: il premio non comprende provvigioni se il contratto è stato perfezionato attraverso il canale diretto; altrimenti, l’entità delle provvigioni che saranno riconosciute sono indicate nel preventivo e nella polizza. La tariffa varia in base a numerosi parametri: se per errore avete comunicato dati diversi dal vero, il risarcimento per un incidente può essere decurtato. La buona fede non conta, attenzione.

2# Classe. La Rca è stipulata nella forma tariffaria bonus/malus con categorie specifiche: le classi di merito. Ossia riduzioni o maggiorazioni di premio in base al numero di sinistri eventualmente verificatisi nei periodi di copertura. Se siete prudenti e non causate sinistri, avrete un leggerissimo sconto (da vedere, perché non sempre è così). Se invece causate un solo sinistro, sono dolori terribili: c’è una batosta, con peggioramento della classe di merito. Si fa fatica a migliorare la propria posizione; ma in un attimo la peggiorate. Per giunta, l’incidente non dev’essere per forza grave: i danni contano zero. Esiste poi la tabella universale che vale per tutte le imprese (dalla classe 1 alla classe 18); e la tabella singola, di una compagnia specifica (addirittura, con un’ottantina di classi). Si entra nella classe 14, a meno che possiate beneficare della Legge Bersani, che vi consente di accedere alla classe più bassa del parente convivente.

3# Recesso. Il contratto Rca è senza tacito rinnovo, pertanto cessa automaticamente alla scadenza annuale indicata in polizza. Non serve inviare alcuna disdetta qualora non intendete continuare il rapporto assicurativo. Tuttavia le garanzie della polizza saranno operanti dalle ore 24 del 15° giorno successivo alla data di scadenza del contratto. L’estensione di 15 giorni viene meno dalla data di effetto di un eventuale nuovo contratto stipulato. Occhio: a polizza scaduta, dopo i 15 giorni di tolleranza, non avete copertura: se fate un sinistro, zero rimborso; pagherete voi di tasca vostra i danni.

Un unico documento vitale

Il Governo Renzi avrà pure spinto sulla dematerializzazione assoluta, per risparmiare in fatto di carta, e per modernizzare il Paese; ma alla fine la carta stravince ancora: qual è infatti l’unico documento che testimonia la vostra copertura Rca? Il contratto cartaceo. Da esibire alle Forze dell’ordine in caso di controllo. Vi salva dalle multe e vi copre in caso d’incidente. Portatelo sempre con voi in auto.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , assicurazioni


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