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pubblicato il 3 maggio 2016

Lexus RC F, in pista con Jarno Trulli

Ecco come va la Lexus più sportiva della gamma, "vissuta" accanto all'ex pilota di F1

Lexus RC F, in pista con Jarno Trulli
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Lexus, come sapete, qualche anno fa decise che nel mercato italiano ci fosse spazio solo per le ibride: basta motori a gasolio (peraltro confinati, fino ad allora, alla IS 220d), fine delle cattivissime versioni F. Siccome era inutile continuare a cercare di spezzare il monopolio di fatto, sul nostro mercato, delle tedesche, meglio sfidarle con armi non "convenzionali": una gamma 100% ibrida, appunto. Discorso che non faceva una piega, fino a che Akio Toyoda, boss supremo del Gruppo Toyota, non si è messo in testa di dare una svolta sportiva a tutti i suoi marchi; e fino a che il mercato non ha dato segnali di ripresa anche per le sportive. Avete capito bene: finalmente c'è qualche spiraglio per un ritorno, anche nel nostro Paese, delle versioni più sportive, della RC F per essere precisi. Piano: siamo nel campo delle ipotesi, un listino ufficiale ancora non c'è e Lexus Italia sta valutando la questione. Intanto io, un giro, anzi quattro (e poi vi spiegherò in che senso...) me li sono fatti, sulla RC da 477 cavalli. Dove? All'Autodromo di Franciacorta, accanto a un certo Jarno Trulli, testimonial della Driving Academy Toyota.

Look aggressivo, ma non esagerato

L'estetica, prima di tutto. Che sotto al cofano anteriore ci sia qualcosa di molto "serio" lo si intuisce subito: lo rivelano la forma dello stesso, visibilmente bombata, ma anche le ampie prese d'aria; quella all'interno della mascherina esagonale e le due incastonate nella parte bassa del paraurti anteriore. Ancor più minacciosi sono gli sfoghi posizionati dietro le ruote anteriori, che si "allungano", come una virgola sotto le portiere, fino al retrotreno. Gli ultimi dubbi li tolgono i sedili a guscio e il fondo scala del tachimetro a 340 km/h.

Velocissima, ma molto "elettronica"

Che ci crediate o no, Jarno Trulli ha voluto che fossi io a iniziare a guidare: voleva vedere l'Autodromo di Franciacorta. Due giri che, non lo nascondo, una certa ansia da prestazione me l'hanno messa, ma che mi hanno permesso se non altro di "assaggiare" la vettura. Premesso che la pista è un ottimo banco di prova, ma non sufficiente, la RC F impressiona subito per la spinta del motore. Un V8 vecchia maniera, o all'americana se preferite: 5 litri cilindrata, aspirato e con numeri che in rapporto alle dimensioni non impressionano (se paragonati a quelli dei moderni turbo) - 477 CV e 530 Nm di coppia - ma che regalano le emozioni che si pretendono da una sportiva come questa. Quali? Oltre alla già citata spinta, anche il sound, autentico e non troppo filtrato dall'elettronica. L'elettronica, piuttosto, si fa sentire un po' troppo nella dinamica di guida: anche quando si seleziona la modalità più sportiva, gli interventi sono "anticipati" rispetto a quanto accade sulla concorrenza, oltre che poco progressivi. Ok, lascio la parola a Trulli.

Velocità istantanea

Due giri da passeggero bastano, a un pilota di talento come Trulli, per capire tutto di una pista (ok, non si tratta dei 21 km del vecchio 'Ring, ma la sua rapidità di apprendimento mi ha impressionato) e, a uno come me, per comprendere il motivo per cui Trulli sia arrivato fino alla F1 e la maggior parte della popolazione non potrebbe... Si allaccia le cinture e già nel giro di lancio tira una staccata, la prima staccata, come io non saprei fare nemmeno dopo un giornata a girare senza tregua. Il trasferimento di carico è violento e la RC F serpeggia visibilmente. Poco male, Jarno ha già inserito il muso e l'anteriore destra è cucita chirurgicamente al punto di corda. Giù gas ed ecco che l'elettronica "taglia" piuttosto brutalmente la progressione del V8: sì, Trulli non ha voluto togliere l'ESP per vedere il lavoro del "pacchetto" al completo.

La cattiveria non paga

Chiudiamo il primo giro e il secondo parte ancora più aggressivamente: Trulli cerca di sfruttare il trasferimento di carico verso l'anteriore per arrotondare la traiettoria e velocizzare gli ingressi in curva. Cosa che però non gli riesce al 100%: non lo dice apertamente (per ovvie ragioni), ma mi fa capire che l'ESP glielo impedisce e, per quello che intuisco io, anche in maniera poco "gentile". In pratica, nello stesso momento in cui la RC F inizia a sovrasterzare, il controllo di stabilità la rallinea subito e con decisione, costringendo Trulli a modificare la linea che aveva in testa. Insomma: meglio guidarla entro i limiti, la giapponese, pena continui interventi dell'ESP. Detto questo, le accelerazioni sviluppate sono così elevate che mi sono bastati due giri per avvertire i primi segni di affaticamento al collo. Due giri, appunto, che sommati ai due con me al volante non mi permettono di aggiungere altro, se non che le tedesche (Audi RS, BMW M e Mercedes AMG) hanno una rivale in più. Forse non la più raffinata, ma comunque temibile, se non altro perché "diversa" dal solito.

Scheda

Quando arriva: commercializzazione ancora da decidere
Quanto costa: n.d.
Quanti CV ha: 477
Quanto consuma: 10,8 L/100 km
Quanta CO2 emette: 251 g/km
0-100 km/h: 4,5 secondi
Garanzia: 3 anni/100.000 km

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Tag: Test , Lexus , auto giapponesi


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