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pubblicato il 2 maggio 2016

Radio digitale, di cosa si tratta e perché è meglio

Così uguale, così diversa. La radio è diventata digitale e di vecchio ha solo il nome. Ecco come sceglierla

Radio digitale, di cosa si tratta e perché è meglio
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Sapete chi sono gli ascoltatori più affezionati della radio? Gli automobilisti, che rappresentano il 60% del totale. Sì, proprio voi che ogni giorno la ascoltate mentre andate al lavoro e che non ne potete fare a meno anche quando andate in vacanza con la famiglia. Sì perché il bello della radio è che resiste alle alternative che si sono susseguite nel tempo: dalla cassetta allo streaming audio, passando per cd, cd mp3, chiavette usb, supporti Bluetooth, varie ed eventuali. Insomma, c'è chi ancora ama sintonizzarsi in orari predefiniti e ascoltare il proprio programma in diretta, a costo di "sorbirsi" le pubblicità. Il bello della diretta. Non si pensi però che la radio non si sia evoluta: nei format, ovviamente, ma anche nella tecnologia di trasmissione. Forse non lo sapete, ma le radio delle vostre auto - anche se le usate come avete sempre fatto - si basano su una tecnologia completamente nuova. Ecco quale e con quali vantaggi.

Qualità da CD e contenuti aggiuntivi. Guida alla scelta consapevole

Premessa necessaria: cosa si intende - oggi - quando si parla di radio digitale? Non la "vecchia" DAB (Digital Audio Broadcasting) del 1995, ma la DAB+ del 2007. In altre parole, se state cambiando auto, assicuratevi che la radio offerta (di serie o a pagamento) sia DAB+. In concreto, questa tecnologia si basa sullo standard Eureka 147 e garantisce miglior qualità sonora, contenuti aggiuntivi come testo e immagini, potenzialmente anche nuovi canali (come avvenuto per la tv) e più semplicità d’uso. Fin qui, le buone notizie, ma ce n'è una anche meno positiva: in Italia non tutte le zone sono coperte. Se la Pianura Padana è coperta praticamente al 100%, Marche, Umbria, Puglia, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna hanno ampi "buchi". Per questo motivo, per fortuna, al momento non è previsto lo "spegnimento" dei canali analogici tradizionali.

Il DAB+ è sempre più diffuso, di serie

Il Salone di Ginevra del 2014 è stato probabilmente il momento chiave del DAB+. L'elenco di marchi che hanno esposto vetture dotate di tale tecnologia comprende praticamente tutti: BMW, Citroen, FCA, Ford, Honda, Kia, Jaguar, Land Rover, Lexus, Mercedes, Nissan, Opel, Peugeot, Suzuki, Tesla, Toyota, Gruppo VW e Volvo. Non solo il top di gamma, insomma. Per venire all'attualità, sulla Tipo Business 5 porte DAB+ è sempre di serie. Costa invece 200 euro sulla Renault Twingo, 308 euro su smart fortwo e forfour. Passando al segmento B, sulla Opel Corsa la radio DAB+ è proposta a 250 euro; a 240 sulla Volkswagen Golf (segmento C) e a 330 euro sulla BMW Serie 3. Le cifre, come vedete, non solo sono abbastanza allineate, ma anche alla portata di tutti. Infine, se avete un'auto che non è dotata di DAB+, potete rivolgervi all'aftermarket. Le proposte sono numerose e valide.

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