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pubblicato il 2 maggio 2016

Autocertificazione, quando e come vi si può fare ricorso

Si possono utilizzare anche per le pratiche auto. Ecco la guida per gli amanti del "fai da te"

Autocertificazione, quando e come vi si può fare ricorso

Se non volete pagare commissioni, se ritenete di essere sufficientemente precisi, se pensate che non ci debbano essere intermediari, se la burocrazia dell’auto non vi spaventa, allora questo articolo fa per voi. Se invece pensate di dover migliorare parecchio sotto il profilo dell’indipendenza, potete comunque prendere qualche spunto valido dalle righe qui in basso, che fanno propri i consigli dell’Automobile club d’Italia.

Tris vincente

1# Regole base. Iniziamo dai princìpi generali, dal momento che conoscendo le “regole del gioco” alla perfezione si hanno maggiori probabilità di vincere. Dunque, le autodichiarazioni sono di due tipi: le dichiarazioni sostitutive di certificazione e le dichiarazioni sostitutive di atto notorio. Le prime, senza autenticazione e marca da bollo, non devono essere sottoscritte di fronte al dipendente addetto e permettono di autocertificare tutto ciò che risulta da registri, albi o elenchi di una pubblica amministrazione. Invece, le dichiarazioni sostitutive di atto notorio hanno per contenuto fatti personali, che sono a diretta conoscenza del dichiarante e che possono riguardare anche terze persone. Queste dichiarazioni non richiedono l’autentica e la marca da bollo se sono collegate a un’istanza presentata dall'interessato.

2# Più facile. Per gli eventi da comunicare al Pubblico Registro Automobilistico, le autodichiarazioni sono ok, al posto di certificati, documenti e atti di notorietà. Si può presentare una dichiarazione sostitutiva: per annotare la perdita di possesso di un veicolo ai fini fiscali, cioè per interrompere l'obbligo del pagamento delle tasse automobilistiche. Oppure per ottenere la radiazione (rottamazione) di un veicolo dal PRA da parte di chi risulta proprietario non intestatario o erede del proprietario del mezzo. E ancora, quando muore un parente, si può certificarne il decesso, così da divenire proprietari del mezzo.

3# I moduli. Arriviamo al dunque: ma tutti i moduli per le varie autocertificazioni, dove li trovate? Semplice: basta cliccare qui, e poi scaricare il Pdf che vi serve. Questi modelli, debitamente compilati, vanno poi presentati alle Unità Territoriali ACI: ci riferiamo alle dichiarazioni sostitutive di certificazione e di atto di notorietà. Lo prevedono le norme in materia di autocertificazione, attualmente contenute nel Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 numero 445.

In agenzia: tariffe libere

Invece, se proprio non potete fare a meno di un’agenzia di pratiche auto, sappiate che si è in regime di libero mercato. Il singolo intermediario è libero di praticare il prezzo che vuole, senza dover dare nessun tipo di spiegazione. Ovviamente, in parallelo alla tariffa, andrebbe pure valutata la qualità del servizio offerto, e questo spetta a voi, eventualmente recandovi di nuovo in quella certa agenzia che vi ha soddisfatto, oppure depennandola dalla vostra personale lista.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , aci


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