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pubblicato il 29 aprile 2016

Nuovo Codice della Strada, il progetto è vivo e vegeto

Il 3 maggio il Parlamento tornerà a discutere la riforma. Novità in vista per neopatentati, minori e proventi delle multe

Nuovo Codice della Strada, il progetto è vivo e vegeto

Pur con tutte le tipiche lungaggini della nostra politica, comunque la riforma del Codice della Strada è viva e vegeta: di nuove regole della circolazione, per semplificare il testo e far calare gli incidenti, il Parlamento tornerà a parlare il 3 maggio 2016. D’altronde, è anche su questo che il Governo Renzi si gioca la sua credibilità, avendo promesso norme inedite per migliorare la sicurezza stradale. La novità delle scorse ore è che Ministero dei Trasporti e Ministero dell’Economia predisporranno una relazione tecnica che consenta di superare i rilievi avanzati in precedenza sui profili finanziari. In poche parole, secondo la Commissione bilancio, mancano le risorse per attuare la riforma del Disegno legge.

Una potenziale rivoluzione

Se il nuovo Codice della Strada diverrà realtà, una quota non inferiore al 15% dei proventi delle multe riscosse da organi dello Stato andranno a un fondo per l'intensificazione dei controlli su strada e a un fondo per il finanziamento del piano nazionale di sicurezza stradale. E le multe saranno graduate in funzione dell’effettiva pericolosità del comportamento; inoltre, i punti-patente verranno decurtati anche ai soggetti minorenni per le infrazioni a bordo dei ciclomotori, e non solo ai maggiorenni come accade oggi. Il car pooling potrebbe entrare nel nuovo Codice della Strada, con questa definizione: “Servizio di trasporto non remunerato basato sull'uso condiviso di veicoli privati tra due o più persone che debbano percorrere uno stesso itinerario”. Restano in sospeso le possibili novità che riguardano soprattutto le bici (mancano i soldi per attuare determinate regole).

Auto per i ragazzi

Un capitolo fondamentale per ragazzi e famiglie riguarda il vincolo di potenza dell’auto. Oggi, chi consegue la patente B per le vetture, può guidare solo macchine con rapporto potenza/tara fino a 55 kiloWatt/tonnellata, e comunque con una potenza massima non superiore a 70 kW (il limite di potenza non si applica per i veicoli adibiti al servizio di persone invalide, purché presenti sul mezzo). Così dice l’articolo 117 del Codice. Il fatto è che il giovane resta un anno senza esercitarsi: una volta cancellato il vincolo, comincia a guidare la macchina del genitore, in precedenza vietata. Con riflessi negativi anche per le famiglie, costrette magari a comprare un usato della giusta potenza per il ragazzo. Se riformato, il nuovo Codice della Strada eliminerebbe il vincolo per i neopatentati. Che potranno guidare auto potenti anche durante il primo anno. Oppure, in alternativa, renderebbe meno stringente quel cavillo, negando la possibilità di guidare auto potenti per pochi mesi e in riferimento a veicoli di alta cilindrata.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada , neopatentati


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