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pubblicato il 28 aprile 2016

Muro del Brennero, rivoluzione per l’automobilista

Cosa cambia per l’italiano che va in Austria e quali sono i problemi all'orizzonte

Muro del Brennero, rivoluzione per l’automobilista

Il muro del Brennero voluto dall’Austria sarà realtà a fine maggio 2016. Una recinzione lunga 370 metri e alta 4 metri, per tenere i profughi fuori da quel Paese, fermando il flusso migratorio dall’Africa verso il Nord Europa, passando per l’Italia. Taglierà la carreggiata della prosecuzione dell’Autostrada A22, a est, e quella della strada statale a ovest. Ovviamente, e ci mancherebbe altro, parliamo di muro metaforico. “Non sarà un muro e non ci sarà filo spinato - ha detto il capo della Polizia della regione del Tirolo Helmut Tomac -, ma sarà una recinzione per incanalare gli eventuali flussi di migranti". Immediato l’altolà del premier italiano Matteo Renzi: “L'ipotesi di chiudere il Brennero è sfacciatamente contro le regole europee, oltre che contro la storia, contro la logica e contro il futuro”. Ma Tomac intanto ha presentato il “Grenzmanagement”, la gestione di confine. Al passo, largo appena 300 metri, transitano autostrada, statale e ferrovia, ed ecco il primo motivo per cui la recinzione al Brennero interessa molto da vicino gli automobilisti italiani, oltreché qualsiasi connazionale. I richiedenti asilo saranno immediatamente identificati, registrati e portati ad Innsbruck, mentre l'Italia dovrà farsi carico dell'assistenza degli altri. Tomac ha ricordato che l’Austria ha stabilito per il 2016 un tetto di 37.500 richieste di asilo.

Quattro corsie

Ed ecco il secondo motivo per cui la rete del Brennero rivoluziona la vita dell’automobilista nostrano. Sull’autostrada ci saranno quattro corsie: due per i Tir e due per le auto. Obiettivo, controlli a vista dei mezzi che dovranno transitare al massimo a 30 km/h. Quindi, occhio al limite di velocità: terza rivoluzione per chi guida. Come si fosse in una zona residenziale delle nostre città: sotto i 30 all’ora, coi poliziotti austriaci a vigilare.

Veicoli sospetti

C’è poi un altro punto caldo per chi ha un’auto. “Mezzi sospetti - ha spiegato il capo della Polizia tirolese - saranno deviati in un'apposita zona di controllo, riducendo in questo modo il più possibile rallentamenti alla circolazione”. Quindi, qualsiasi veicolo può essere sospetto: anche un’auto, non per forza un Tir. Per snidare gl’irregolari e i potenziali terroristi. Lunghe code? Tutto è possibile. Dipende dai controlli, dal momento, dal traffico, da qualche allerta o soffiata e chissà da quali altri fattori. Con incolonnamenti magari fino a Vipiteno. Al valico saranno in servizio 250 poliziotti austriaci e in caso di necessità anche soldati. Un esercito a difesa dell’Austria. Il problema è che l’Italia, parola degli austriaci, potrebbe non fare i controlli a dovere dentro lo Stivale, specie sui treni. Soluzione prospettata dalle autorità austriache: effettuare controlli sui treni già sul territorio italiano. Altrimenti, ci sarà uno stop forzato per tutti i treni provenienti da sud a Steinach, subito dopo il confine.

Opinioni divergenti

Intanto, le polemiche divampano. Secondo la presidente della Camera Laura Boldrini, “non è la strada giusta, perché divide. È la resa dell'Unione europea, vuol dire alzare bandiera bianca”. Le fa eco il commissario europeo per l'Immigrazione, Dimitris Avramopoulos: “Invece di erigere muri, dovremmo costruire ponti”. Ma il senatore Maurizio Gasparri non ci sta: “I Paesi confinanti hanno tutto il diritto di controllare le proprie frontiere se l'Italia continua a trasportare clandestini dall'Africa”. La reazione austriaca alle lamentele del nostro Governo? Il parlamento austriaco ha approvato la legge che inasprisce il diritto d'asilo: in caso di stato d’emergenza, i confini potranno essere completamente chiusi a migranti e profughi. Insomma, l’Austria non si fida dei nostri politici, che promettono controlli serrati.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , viaggiare


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