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pubblicato il 28 aprile 2016

Surriscaldamento del motore, ecco cosa fare

Fumata nera? Può succedere e non solo d’estate. Se avete l'auto in panne seguite queste dritte

Surriscaldamento del motore, ecco cosa fare

La bella stagione e le alte temperature sono sinonimo di viaggi in auto; ma se la dea bendata si accanisce è capace di colpire al momento giusto e nel posto giusto: su una Statale o in autostrada, può succedere che la macchina vada in panne, a causa del surriscaldamento del motore. Quel fil di fumo che esce dal vano dov’è alloggiato il propulsore impone alcune semplici manovre, da mettere in atto quanto prima: vediamo in basso quali sono.

Tre mosse per salvare l'auto

1# Fermatevi. Senza se e senza ma, appena potete, in condizioni di sicurezza più alta possibile, fermatevi. Appena vi accorgete che il motore sbuffa, appena sentire un odore come di bruciato, appena il termometro sul cruscotto raggiunge la zona rossa o notare che il vapore esce dal cofano motore, mettete immediatamente in atto un piano per stopparvi quanto prima. Se insistete, rischiate solo che i danni peggiorino. Quindi, accendete il segnale di emergenza (le “quattro frecce”), rallentate parecchio, e guidate lentamente senza strappi, a una velocità costante. Lì dove potete, fermatevi, spegnete il “clima” (è probabile che il guaio si verifichi col caldo, e pertanto col condizionatore attivo) e abbasstre i finestrini. Dopodiché, azionate a manetta la ventola per risucchiare il calore dal motore.

2# Tappo. A questo punto massima cautela. Se la carrozzeria è bollente al tocco, nonostante abbiate spento il motore, aspettate che la temperatura cali. Quando possibile, aprite il cofano: così, dissipate il calore che si sviluppa dal propulsore. Solo ed esclusivamente quando il motore è freddo (ovviamente, non potrà avere una temperatura bassa come quando siete partiti), aprite il tappo del radiatore: altrimenti, non fatelo, perché il getto del vapore bollente potrebbe ustionarvi. Servono tempo e pazienza: magari anche mezz’ora per tutte le operazioni.

3# Circuito. Occhi puntati sul serbatoio del liquido di raffreddamento, quella piccola tanica bianca collegata al tappo del radiatore. Sui lati del serbatoio ci sono tacche o dei segni che indicano il livello minimo e massimo del liquido di raffreddamento: se invece il liquido manca, serve un rabbocco. L’ideale è averne sempre una minima quantità con sé; ovviamente, se siete in un’area di servizio, o se nei paraggi c’è un meccanico, avrete vita facile e rabboccherete subito la vaschetta. Dopodiché, con molta più calma, cercate da voi o lasciando la vettura nelle mani di un meccanico, una probabile perdita nel circuito di raffreddamento: un sintomo è una chiazzetta verdognola sotto la vettura o sul motore.

Chiamate aiuto, e in fretta

Talvolta, il desiderio di non perdere tempo o di voler far da sé a tutti i costi è deleterio. In caso delicati come il surriscaldamento del motore, con vapore o fumo, quando le cose non vanno a posto con un rabbocco, è opportuno chiamare un carro attrezzi. Potrebbero esserci perdite nel sistema di raffreddamento o dalla coppa dell’olio: occorre il soccorso stradale, da unire alle conoscenze specifiche di un meccanico.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , manutenzione


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