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pubblicato il 27 aprile 2016

Abolizione bollo auto, ecco la proposta al sapore di accise

15 cent in più per fare a meno della tassa. Ridurrebbe le frodi ed eliminerebbe il superbollo

Abolizione bollo auto, ecco la proposta al sapore di accise

L’idea non è nuova: via il bollo auto, compensato da un aumento delle accise sul carburante. A rilanciarla nelle scorse ore è Fare! (il gruppo di Flavio Tosi), con una proposta di legge a prima firma di Roberto Caon depositata alla Camera e illustrata in una conferenza stampa. Il rincaro delle accise sarebbe di 15 centesimi di litro, e la contemporanea cancellazione della tassa di proprietà sulla macchina che versiamo alle Regioni (il bollo) semplificherebbe la vita dei cittadini, che non dovrebbero più ricordarsi le scadenze per i pagamenti.

Così pagano tutti

In parallelo, lo Stato incasserebbe automaticamente le accise senza dover inseguire gli evasori. “Il meccanismo che proponiamo eliminerebbe sia le odiose frodi fiscali sul mancato pagamento del bollo, sia quella giungla normativa fatta di esenzioni per le auto ultratrentennali, e inoltre metterebbe il bastone tra le ruote ai ‘furbetti delle reimmatricolazioni con targa straniera’. Pratica che ha ormai assunto proporzioni vastissime (3,5 milioni di intestatari) e che annualmente sottrae allo Stato circa 500 milioni di euro: spesso i proprietari di questi veicoli, oltre a non pagare il bollo guidano veicoli non assicurati, e in molti casi non pagano nemmeno le contravvenzioni”. Il bollo auto, infatti, porta nelle casse dello Stato circa 6,5 miliardi l’anno, ma senza l’evasione gli introiti sarebbero superiori. Secondo questa proposta, ci sarebbe “un risparmio della bolletta per il sistema Italia”: spostando l'imposta sui consumi, si allargherebbe la base imponibile. Insomma, più quattrini al Fisco, e più sicuri. Alla fine, chi circola da noi, a prescindere da dove abbia la residenza e dal fatto che sia o no un evasore fiscale, pagherebbe. Ovviamente, verrebbe eliminato anche l’odioso superbollo (ecco com'è andata a finire con quello del 2013).

Più inquini, più paghi

Il risparmio sarebbe maggiore per le famiglie che percorrono pochi chilometri, a partire dai pensionati che hanno una piccola macchina “solo per fare la spesa o andare al cimitero” ha sottolineato Caon. Inoltre, con questo sistema si introdurrebbe il principio “che chi più inquina più paga, e quello che a pagare siano coloro che adoperano strade e autostrade”.

Qualcosa di analogo…

Già nel 2005, l’Unrae (Unione Case estere) proponeva l’abolizione del bollo e l’aumento delle accise di 7 cent. E nel 2008 parlava di “pay per use”: pagare in base a quanto si usa l’auto: “Sia la tassazione sia l'assicurazione auto devono uscire dal concetto della tassa di proprietà, ovvero della tassa fissa indipendente dall'uso che se ne fa. Si deve andare invece in una direzione di 'pay per use'”. Ma i vari governi non ne hanno voluto mai sentire. O meglio, le accise sono cresciute, e le altre tasse, pure. Fra promesse di Silvio Berlusconi (“Aboliremo il bollo auto”), superbollo dello stesso Cavaliere rincarato da Mario Monti, introduzione del bollo per le vetture storiche (over 20 e under 30 anni) di Matteo Renzi, gli italiani sono sempre più il bancomat del Fisco.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , bollo auto


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