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pubblicato il 26 aprile 2016

Automobilisti sempre più aggressivi: 7 morti nel 2015

182 sono ricorsi alle mani provocando 258 feriti. Coltelli, cacciaviti, ombrelli e anche l'auto fra le armi

Automobilisti sempre più aggressivi: 7 morti nel 2015

I dati che l’Asaps (Amici Polstrada) ha appena snocciolato fanno paura. Quello che viene preso in esame è un’aggressione violenta per questioni di viabilità, ossia di uno scontro fisico; non parliamo invece dei diverbi, impossibile a quantificarsi. Nel 2015, ben 182 aggressioni (+4,6% sul) che hanno causato 7 morti (+16,6%) e 258 feriti (+24%) di cui 38 molto gravi (-28,3%), ossia con oltre 40 giorni di prognosi. I numeri che spaventano non finiscono qui: in 66 casi (36%), nell’aggressione sono state usate armi come coltelli, pistole; oppure cacciaviti, cric, mazze da baseball, ombrelli, bastoni e la stessa vettura (35 volte).

Alcol e droga, numeri dubbi

In 23 casi l’aggressore era uno straniero (12,6%): questo dato è certo. Invece, solo in 8 casi si è riusciti ad avere conferma che l’aggressore fosse un ubriaco o drogato (4,4%). Ma è una statistica che, come ricorda la stessa Asaps, vale poco: il guidatore acciuffato a ore o giorni di distanza dall’accaduto, potrebbe aver smaltito alcol e droga. È l’identico problema che si verifica nei casi di pirateria stradale: il guidatore scappa dopo il sinistro, e quando viene preso (sempreché questo avvenga) la quantità di alcol e droga potrebbe essere minima o pari a zero.

Che cosa incide

Difficile spiegare perché le aggressioni crescono. Possiamo azzardare a dire che la mancanza di lavoro incida non poco: stress e frustrazioni legati alla propria situazione professionale (e magari economica) forse vengono poi scaricate contro l’altro guidatore che (stando a uno dei due automobilisti) ha violato il Codice della Strada. Da una precedenza mancata, o da un sorpasso pericoloso, dal mancato rispetto della distanza di sicurezza possono derivare situazioni ad altissimi rischio, con diverbi che degenerano in rissa. D’altronde, studi scientifici dimostrano che spesso il conducente vive male e in modo distorto lo spostamento nel traffico urbano, con la vettura vista come un ambiente sacro, da difendere coi denti. Uno stress psicofisico peggiorato dallo smog, che abbassa le prestazioni del guidatore e il livello di ossigeno nel sangue, e dal traffico infernale delle metropoli.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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