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Attualità

pubblicato il 22 aprile 2016

Dossier Dieselgate, lo scandalo dopo il caso Volkswagen

Scandalo emissioni, mega richiamo in Germania per 630.000 auto

I test riguardano Volkswagen, Porsche, Opel, Audi e Mercedes

Scandalo emissioni, mega richiamo in Germania per 630.000 auto

Lo scandalo emissioni si espande ancora. In Germania il governo ha appena reso noto che Volkswagen, Porsche, Opel, Audi e Mercedes dovranno richiamare in officina alcune auto (per un totale di ben 630mila vetture) per sottoporle a test che ne verifichino il livello di emissioni di CO2. Intanto in Francia PSA Peugeot Citroen ammette che la sua sede è stata perquisita e in una nota fa sapere che "conferma la conformità dei suoi veicoli in materia di emissioni inquinanti in tutti i paesi in cui opera" e "ricorda l’efficacia del sistema di post-trattamento BlueHDI, composto dalla Selective Catalytic Reduction (SCR) posizionata a monte del filtro attivo antiparticolato (FAP), che permette di trattare gli ossidi di azoto (NOx) emessi dai motori diesel". Il gruppo ricorda infine che a novembre ha adottato un approccio di trasparenza pubblicando i risultati dei consumi dei suoi veicoli in condizioni di utilizzo reale, "derivati da un protocollo di test definito con le ONG Transport & Environment (T&E) e France Nature Environnement (FNE), che sono state oggetto di audit da parte di Bureau Veritas".

Linea dura negli USA

Intanto negli Stati Uniti l’Epa, l'Agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente, ha chiesto a Daimler informazioni sui suoi motori BlueTEC. La casa tedesca, respingendo ogni accusa, ha comunque aperto un’indagine interna e alla Borsa di Francoforte gli effetti si sono già fatti sentire (-5% in una mattinata). Sempre negli Stati Uniti il Gruppo Volkswagen ha appena raggiunto un accordo con le autorità federali per risarcire i danni provocati dal Dieselgate, sebbene i dettagli debbano ancora essere resi noti.

Terremoto anche in Asia

I costruttori auto non dormono sonni tranquilli neanche in Asia. Come ricorderete pochi giorni fa Mitsubishi ha ammesso di aver falsificato i test sui consumi di 625.000 veicoli venduti in Giappone e a Tokyo il titolo è crollato. Del resto la questione è molto più complessa di quello che sembra. L’Unione europea sta lavorando per avvicinare i test di laboratorio ai dati raccolti nel reale uso su strada e proprio oggi in Gran Bretagna fa notizia uno studio, condotto dal ministero dei Trasporti britannico sui principali modelli di auto diesel nel Regno Unito, secondo cui tutte le vetture supererebbero i limiti di emissioni nocive consentiti per legge, in certi casi di 12 volte. E in Italia? A gennaio il governo Renzi aveva promesso controlli a tappeto, ma si attendono ancora aggiornamenti.

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Tag: Attualità , mobilità sostenibile


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