Attualità

pubblicato il 22 aprile 2016

Dossier Dieselgate, lo scandalo dopo il caso Volkswagen

Dieselgate Volkswagen, raggiunto l'accordo negli USA

L'intesa sarà finalizzata il 21 giugno e prevede risarcimenti, riacquisto dell'auto e annullamento dei leasing

Dieselgate Volkswagen, raggiunto l'accordo negli USA

Lo scandalo emissioni scoppiato a settembre 2015 negli Stati Uniti e diffusosi a macchia d'olio in tutto il mondo con il nome di Dieselgate sembra essere arrivato ad un punto di svolta. Il gruppo Volkswagen ha infatti rispettato la scadenza del 21 aprile raggiungendo un accordo quadro con le autorità USA per un piano di indennizzi ai clienti che così non avvieranno azioni legali contro il Costruttore tedesco. L'intesa di massima appena annunciata e ratificata durante un'udienza del tribunale di San Francisco prevede l'impegno da parte di Volkswagen a valutare diverse opzioni per la soluzione del problema che affligge circa 480.000 clienti americani delle vetture dotate del motore 2.0 TDI: riacquisto della vettura, annullamento dei leasing, "congrui risarcimenti" e la possibilità di modificare i veicoli con centraline truccate. Non ancora confermato ufficialmente l'importo di 5.000 dollari a cliente anticipato ieri come risarcimento ai clienti americani.

Accordo definitivo il 21 giugno

L'accordo serve a Volkswagen come base per un prossimo decreto vincolante che aiuterà a risolvere le azioni civili avviate dal dipartimento di giustizia statunitense e dalla commissione federale del commercio contro il colosso tedesco dell'automobile. Volkswagen e il governo degli Stati Uniti hanno comunque tempo fino al prossimo 21 giugno per perfezionare l'accordo, mentre il caso delle emissioni falsate sui motori 3.0 V6 TDI di Audi, Porsche e Volkswagen deve essere ancora affrontato e risolto. Questo nuovo accordo non tocca però gli aspetti penali della vicenda Dieselgate che continua ad essere investigata dal dipartimento di giustizia americano e, cosa ancora più importante, non ha effetto sui procedimenti legali avviati fuori dagli USA. Charles Breyer, il giudice distrettuale che ha seguito la vicenda e definito i termini dell'intesa auspica una soluzione rapida alla questione e ammonisce entrambe le parti a mantenere la massima riservatezza sulle eventuali trattative che saranno rese pubbliche solo dopo l'approvazione della corte attesa dopo il 21 giugno.

Le prime reazioni

Il primo commento del gruppo tedesco raccolto da Reuters e Automotive News dopo l'annuncio dell'accordo è: "Volkswagen intende risarcire pienamente i propri clienti e riparare i danni all'ambiente derivati dalle eccessive emissioni dei motori diesel. Negli Stati Uniti i clienti non hanno bisogno al momento di intraprendere alcuna iniziativa". Diverso è invece il parere di alcune associazioni ambientaliste e di difesa dei diritti dei consumatori che per voce del gruppo Sierra Club affermano: "Senza severe sanzioni e senza modificare o ritirare i veicoli inquinanti la gente continuerà a respirare aria più inquinata, i consumatori perderanno la fiducia negli enti di controllo e i costruttori penseranno di poter mettere a repentaglio la nostra salute senza subirne in pieno le conseguenze.

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Tag: Attualità , Volkswagen , auto americane , auto europee , inquinamento , usa


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