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pubblicato il 21 aprile 2016

Morire per delle cuffie sulle orecchie

A Milano una ragazza finisce sotto un treno. Guidatori e pedoni sempre più distratti: due o tre cose che si possono fare subito

Morire per delle cuffie sulle orecchie

Guidare distratti dal telefono. Ma anche andare a piedi con le cuffie in testa e non accorgersi di quello che accade sulla strada. E altrove: una ragazza di 19 anni è morta sui binari questa mattina all'altezza della stazione Certosa di Milano. Aveva le cuffie e non si è accorta dell’arrivo del treno, che l'ha travolta.
Il grave incidente fa pensare ai nostri comportamenti di automobilisti, scooteristi e pedoni. Che peggiorano, coincidenza vuole nel momento di una diffusione sempre maggiore di nuove tecnologie. Cuffie sulle orecchie a piedi, ma anche quando si è al volante – la multa è sicura se si viene fermati, occhio se usate l'auricolare per rispondere al telefono, che sia sempre uno altrimenti sarete multati lo stesso perché in realtà con due potreste sentire, appunto, musica.
E ancora sms che si mandano o si “whatsappa” mentre si attraversa la strada, magari fuori dalle strisce bianche. O ancora peggio (per gli altri utenti della strada) mentre si guida un'auto nel traffico, peggio del peggio se si tiene tra le mani il manubrio di una moto.

Ecco cosa può distrarre

La distrazione dettata da un cellulare (o da un navigatore, o dalla ricerca di un brano su un riproduttore digitale) viene moltiplicata al massimo – nel senso del pericolo, per gli altri prima che per noi stessi – da una educazione alla guida sempre più diseducata. Quanti girano a destra e mettono la freccia? Su un'auto, un camion o su una moto? Quanti rispettano le precedenze? E quanti di noi, una volta tornati pedoni, aspettano il semaforo rosso per andare da A a B in sicurezza?
La ragazza di 19 anni finita sotto un treno perché aveva le cuffie sulle orecchie non è la prima a morire in questo modo assurdo. E temiamo, purtroppo, che non sarà l'ultima. Non serve un decalogo. Armiamoci però di buon senso e di rispetto delle regole, oltre che di cuffie. Il problema siamo noi, non la tecnologia.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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