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pubblicato il 20 aprile 2016

Caro Ecclestone, hai paura delle donne in F1?

Pilota al femminile, il patron del Circus spara a zero. La parola a chi corre in pista

Caro Ecclestone, hai paura delle donne in F1?

“Non esiste una curva dove non si possa sorpassare”. Lo disse Ayrton Senna, e se a sorpassare fosse una donna? Impossibile secondo Bernie Ecclestone, almeno in Formula 1, dove secondo la voce più autorevole del motorsport le donne non hanno posto, se non dietro a una scrivania. Lo ha detto all'Advertising Week Europe a Londra e le sue parole hanno sollevato un polverone. "Non so se siano fisicamente in grado di essere veloci con una F1 - ha detto Ecclestone -, e poi non verrebbero prese sul serio”. Considerando che ogni cambiamento, prima di essere reale, nasce dalla mente, è inevitabile che finché ci saranno uomini che la pensano così non vedremo donne in Formula 1. Eppure qualcuno dovrebbe ricordare ad Ecclestone che alcune donne ci sono state e per di più noi italiani ne dovremmo essere orgogliosi perché è una nostra connazionale, Maria Grazia "Lella" Lombardi, l'unica pilota donna in Formula 1 ad essere giunta in zona punti e a disputare più Gran Premi. Sul web ci sono tanti commenti sull’argomento, ma da donna è solo su due aspetti che vorrei invitare a riflettere.

La democrazia dell’automobile

Il pensiero di Bernie Ecclestone si divide essenzialmente in due parti: i muscoli e il cervello. Partiamo dal primo. Lui dice: "Non so se (le donne) siano fisicamente in grado di essere veloci con una F1”. Carmen Jorda, pilota spagnola che attualmente gareggia nella GP3 e che l’anno scorso è entrata nel programma di sviluppo per i piloti della Lotus, pensa invece che questo sia “l’unico sport in cui uomini e donne possono gareggiare fisicamente allo stesso livello”. Certo, le donne “hanno il 30% di muscolatura in meno rispetto agli uomini - dice -, ma non c’è motivo per pensare che non possano limare la differenza con un grande lavoro fisico”. Ne è convinta anche la pilotessa britannica Pippa Mann, che compete nella Verizon IndyCar Series, che twitta mentre si allena in palestra: “Caro Mr. E ovviamente hai ragione. E’ la mancanza di muscoli che frena piloti come me, non certo i soldi…”. Più moderata è stata Susie Wolff, test driver per la Williams, sposata con Toto Wolff (manager austriaco, attuale direttore esecutivo della Mercedes GP, della quale detiene il 30% delle azioni). Sui social ha ricordato che Ecclestone sostiene la sua iniziativa “Dare To Be Different”, che ha l’obiettivo di promuovere la presenza delle donne nel motorsport. E qui scatta l’altra metà del pensiero di Ecclestone.

In tailleur o in tuta?

Secondo Ecclestone le donne cresceranno nel ruolo di manager. "Sono più competenti e non hanno ego esagerati", ha detto (forse riferendosi al "suo" ego). Di fatto oggi solo l'11% degli alti incarichi accademici in Occidente è occupato da scienziate, ma affinché si verifichi un cambiamento si deve partire dall’insegnamento e le donne che studiano materie tecniche e scientifiche stanno aumentando solo ora. E proprio nel nostro settore sempre più donne stanno ricoprendo ruoli importanti, pensiamo a Mary Barra, CEO di GM. Affinché si vedano donne in Formula 1 è esattamente lo stesso: si deve cominciare dal basso. Innanzitutto dalla famiglia, che dovrebbe sostenere le scelte delle figlie che vogliono correre con i kart (e magari farglieli provare), per arrivare ai manager che potrebbero dar loro delle opportunità. E qui anche alcune mamme dovrebbero farsi un esame di coscienza, senza vestire sempre di rosa le proprie figlie… Ci sono pilotesse, come Alice Powell, l'unica donna a ottenere punti nella GP3, che continuamente si trovano a combattere contro i pregiudizi. “Qualcuno deve provare a Ecclestone che ha torto - ha detto alla BBC Sport -. Un pilota è un pilota, a prescindere dal sesso, e questo lo sappiamo bene prima di scendere in pista”. Spera di essere lei quella donna, intanto, negli USA, c’è Danica Patrick, famosa per essere tra le sole tre donne che siano state capaci di aggiudicarsi delle gare mondiali. Ma la strada da percorrere è ancora lunga. E' dal 1976 che una donna non prende parte a un Gran Premio di Formula 1 e se riuscisse a vincerlo cosa provereste, paura Mr Ecclestone?

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