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Attualità

pubblicato il 20 aprile 2016

Apple contro Tesla, la guerra dei cervelli

La Mela strappa a Musk il suo Vice President allo sviluppo. Ma è solo colpo su colpo

Apple contro Tesla, la guerra dei cervelli

Fra Apple e Tesla, stelle brillanti della Silicon Valley nei rispettivi settori del tech e dell'auto, la rivalità sembra oggi correre più sul valore umano che sui microprocessori. E ora che anche l'azienda di Cupertino starebbe studiando come mettere in strada un'automobile (la AppleCar), sicuramente elettrica e prevedibilmente a guida autonoma, la guerra dei cervelli tra le sue società si combatte strappando super ingegneri l'uno all'altro. A suon di compensi milionari, fra stipendi, benefit e bonus.

Il trasloco californiano

Apple ha appena assunto Chris Porritt a capo del suo progetto automobilistico denominato Titan, convincendolo a traslocare da Tesla dove era arrivato tre anni fa dall'Aston Martin con l'incarico di Vice President Vehicle Engineering. Alla Mela la posizione di Porritt era vacante dallo scorso gennaio, quando – per ragioni non spiegate in pubblico – il capo progetto di Titan, Steve Zadersky, aveva improvvisamente mollato. Ma è solo l'ultimo atto di una guerra delle assunzioni che imperversa in California e per la quale Elon Musk, il boss di Tesla, è stato accusato più volte di condurre trattative con manager di altre aziende in modo piuttosto aggressivo.
Vien da dire che questo è il mercato, bellezza. Nel gennaio scorso, la Tesla ha preso (questa volta non direttamente dalla Apple ma da AMD, produttrice di semiconduttori di Sunnyvale) Jim Keller, dandogli poltrona e chiavi dell'Autopilot Hardware Engineering, cioè il sistema di guida semi autonoma visto sulla Model S e sulla Model X, dalla fine dell'anno sulla Model 3. Keller non è un ingegnere qualsiasi: è stato fino al 2008 in Apple dove ha “firmato” dei microchips che non si vedono ma che operano dentro iPhone, iPad, iPods e Apple TV.

La corsa sui costruttori

I giganti del tech come Apple e Google e nuovi protagonisti come Tesla, a loro volta stanno facendo una guerra non dichiarata ai costruttori tradizionali di quattroruote. Ai quali vengono portati via - più che ingegneri - esperti di produzione, di logistica e di marketing per capire da vicino cosa può significare produrre e vendere un'automobile sui mercati mondiali. E sempre che questo sia il vero obiettivo, che infatti non si dichiara: nella realtà, aziende come Apple o Google corrono per sviluppare per primi il software che funzioni per la guida autonoma e venderlo agli altri. Costruire automobili, oltre che un lavoro complesso, ha margini bassi. I veri affari si fanno con 0 e 1, e l'essere umano capace di insegnare a un robot come comportarsi a un incrocio stradale, merita compensi da sogno. Forse.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , dall'estero , guida autonoma , lavoro


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