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pubblicato il 15 aprile 2016

Michelin Pilot Sport 4, la prova in pista

Dalla Formula E alla strada, per handling e frenata incredibili!

Michelin Pilot Sport 4, la prova in pista
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A quasi vent'anni dal primo Pilot Sport, la famiglia Michelin si arricchisce con l'ultima generazione di Pilot Sport 4, uno pneumatico particolarmente indicato per vetture sportive e premium grazie a caratteristiche di handling e sicurezza da primato, oltre a un miglioramento su tutti i fronti rispetto alla precedente generazione. Lo so, è sempre complicato credere a queste parole e per farlo sono andato sulla pista di Varano per conoscere intimamente di che mescola è fatto lo Sport 4, testandolo su asciutto e bagnato.

Sport 4 al microscopio

6.600 persone, oltre 350 mansioni e più di 700 milioni di euro investiti ogni anno. Quando si parla di Michelin non si lascia nulla al caso, ed ecco perché imparare dal passato e migliorare il presente sembra essere la normalità in quel di Clermont-Ferrand. Il nuovo Pilot Sport 4 porta in dote una serie di migliorie rispetto al già eccezionale Sport 3, coerenti con la strategia Michelin Total Performance, che consiste nell'uso di innovazioni e tecnologie avanzate per migliorare simultaneamente diverse prestazioni invece che una soltanto. Quindi tutto gli riesce bene? A giudicare dalle rilevazioni della Casa francese, pare di sì. Buona parte del merito va alla tecnologia Dynamic Response, basata su una tela supplementare di aramide (cinque volte più resistente dell'acciaio) e nylon, denominata tela a zero gradi, dalla struttura molto resistente. Questo permette allo pneumatico di contrastare la forza centrifuga e dare stabilità all'impronta al suolo anche ad altissime velocità. Innovativo risulta poi il disegno del battistrada, strettamente derivato dalla Formula E, dove sia con asciutto che con bagnato si è costretti a utilizzare lo stesso pneumatico. Più rigido rispetto allo Sport 3, il battistrada ora vanta un tasso di intaglio inferiore del 10%, con un profilo vicinissimo a quello da competizione. Gli "elastometri funzionali" permettono inoltre di assumere la forma della superficie stradale, migliorando le prestazioni in frenata. Ultimo, ma non per importanza, l'aspetto estetico, anch'esso molto curato dai tecnici francesi: oltre al funzionale cordolo di protezione, la tecnologia Premium Touch simula il materiale Vantablack utilizzato dalla Nasa, il nero più nero che esiste (assorbe il 99,965% di luce): in questo modo le scritte sembrano vellutate, oltre che sempre visibili.

Alla prova del cordolo!

Se non siete un addetto ai lavori (e non parlo di giornalisti, bensì di veri e propri ingegneri dalla mescola facile), giudicare un nuovo pneumatico e apprezzarne le differenze non è facile. Ogni nuova gomma sembra sempre "il massimo", ma all'arrivo del nuovo modello si stenta a credere che, effettivamente, possa essere davvero migliore di prima. Questo è stato il mio pensiero appena giunto a Vairano, provando sulla pista ASC il nuovo Pilot, sempre paragonato allo Sport 3: su ogni area infatti mi aspettavano due vetture Audi, una gommata con lo Sport 4 e un'altra, identica, ma col precedente Michelin, montato sempre sui medesimi cerchi forniti da OZ. Questa la sfida della giornata partita con un'Audi A4 TDI da 190 CV e trazione Quattro da scatenare sul circuito handling; con lo Sport 3 le velocità di percorrenza erano buone, ma forzando l'entrata al crescere del ritmo un timido sottosterzo iniziava ad affiorare. Alla guida dello Sport 4 invece, dopo le primissime curve, la velocità di percorrenza era superiore anche di 4-5 km/h senza la minima esitazione, ne stridio: una differenza evidente che, una volta sceso, mi ha fatto verificare che la dimensione degli pneumatici fosse effettivamente la medesima poiché il vigore e la rigidità dello Sport 4 sembrava attribuibile a una spalla più bassa. Ma le sorprese non finiscono qui: due TT sempre TDI mi aspettavano per il secondo esercizio relativo alla percorrenza di curva sul bagnato. Una rotonda di grande diametro è stata il banco di prova più efficace della giornata; si perché percorrendola con lo Sport 3 la velocità massima raggiunta intorno alla sua circonferenza non andava oltre i 48 km/h, mentre con lo Sport 4 il sottosterzo si manifestava intorno ai 53 km/h circa. Il risultato? Nel giro di pochi giri il nuovo che avanza raggiungeva il "passato" con grande scioltezza: il merito va alla "mescola idrofoba" costituita da polimeri funzionali legati a cariche di silice più piccole rispetto allo Sport 3, differenze microscopiche che diventano macro alla guida. E ultima, ma non per importanza, la prova di frenata effettuata sul bagnato con due Audi A3 TDI lanciate a circa 120/130 km/h: le differenze le osservate nitidamente nella foto specifica che trovate nella gallery, ma il vincitore è stato nuovamente lo Sport 4. Il vantaggio è stato mediamente di 3 metri sullo Sport 3, una lunghezza apparentemente contenuta ma infinita se davanti al vostro muso, si manifesta un pedone o un ostacolo come un cantiere o un mezzo in sosta.

Extra-load e classe Y

Ideato per soddisfare le esigenze del cliente Abarth come i bisogni di chi guida Mercedes-AMG (tanto per non parlare solo di Audi), il Michelin Pilot Sport 4 è già disponibil in 17 dimensioni, partendo da 17 pollici (si parte da 205/45) fino a 19 (255/35), tutti extra-load con codice di velocità "Y" oltre i 300 km/h e con resistenza al rotolamento "C", ad eccezione di tre misure "E".

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Tag: Test , pneumatici


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