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pubblicato il 12 aprile 2016

Subaru, in Norvegia con la Symmetrical AWD

Corso accelerato di guida su neve e ghiaccio con l'esclusivo sistema di trazione della gamma giapponese

Subaru, in Norvegia con la Symmetrical AWD
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Una, due, tre, quattro in poche centinaia di metri… ma quante Subaru ci sono in Norvegia? Tante e dove servono davvero. La primavera è appena iniziata ma qui il sole si riflette ancora sulla neve, che ai lati delle strade è alta e ricopre tutto: le case, gli alberi, anche i tanti piccoli laghi ghiacciati che si susseguono accanto alle strade extraurbane poco trafficate. A proposito di laghi ghiacciati, ce n'è uno che mi aspetta a Dagali, tra le montagne a 250 chilometri a nordest di Oslo. Là, insieme al ghiaccio, troverò la gamma 2016 di Subaru al gran completo e un'esperienza di guida molto insolita per un mediterraneo come me - come noi - dove la bassa aderenza e i controsterzi promettono di essere la regola e non l'eccezione.

Qui non si scherza

Al volante di una Subaru Levorg, abbandono la strada principale per una scorciatoia secondaria che attraversa un'enorme tenuta privata. La temperatura è insolitamente sopra lo zero, ma l'asfalto - che poi, ci sarà asfalto qui sotto? - è completamente coperto da uno spesso strato di neve e ghiaccio: il paesaggio è spettacolare, una distesa accecante di bianco a perdita d'occhio senza tracce di presenza umana. In una delle prime curve è proprio la natura intatta a ricordarmi che sarebbe meglio concentrarsi sulla guida: in ingresso trovo un lastrone di ghiaccio, giro il volante ma l'auto sembra voler tirare dritta. Alleggerisco appena il gas e tolgo un po' di sterzo, le gomme invernali ritrovano aderenza e ridò gas: a questo punto il posteriore della Levorg comincia a prendere in mano la situazione e sento la trazione integrale permanente Subaru che lavora in curva e mi tira fuori dall'impiccio. Il tutto dura e si risolve in un attimo, senza l'intervento dell'ESP: insomma, cara "vecchia" meccanica all'opera.

Norvegia, il traverso è di casa

Lezione imparata, meglio tenere occhi e testa sulla strada, anche perché la carovana di Subaru Levorg si muove piuttosto rapida. Sembra che qui la mancanza di grip non sia un problema per i locali: vedo un MPV giapponese in direzione contraria che entra in curva "allegro", il guidatore innesca una mini-derapata sulle quattro ruote e se ne esce con un tocco di controsterzo, in un gesto facile, pulito, naturale. Quando lo incrocio lo guardo e sorrido, poi la sorpresa: avrà almeno settant'anni. È il primo ma non sarà l'ultimo "guidatore qualunque" che vedrò esibirsi in manovre del genere: la scarsa aderenza di neve e ghiaccio è un banco di prova eccezionale per imparare - rapidamente e a proprie spese - come funziona la fisica di un'auto, non per nulla i paesi scandinavi sfornano una quantità enorme di rallisti di livello mondiale.

Symmetrical AWD, integrale senza compromessi

Subaru deve avere molta fiducia nei propri mezzi, se ha deciso di portarmi fin qui per provare la sua trazione integrale Symmetrical AWD. Un sistema che - in controtendenza rispetto alla maggior parte delle soluzioni oggi in commercio - trasmette costantemente il moto a tutte e quattro le ruote, per garantire sempre e in ogni condizione la massima sicurezza di guida. Certo, i differenziali a inserimento automatico delle integrali più moderne impiegano 250 millisecondi per inserirsi, ma a questa osservazione quelli di Subaru rispondono che a 130 km/h in un quarto di secondo si percorrono più di nove metri: uno spazio che può fare la differenza. La meccanica Subaru non accetta compromessi: motore boxer che abbassa il baricentro e simmetria orizzontale con semiassi di lunghezza identica, per avere più stabilità e quindi più sicurezza. Al volante della Levorg i risultati si sentono: nonostante i suoi 4,7 metri e 1.550 kg di peso, l'auto mi trasmette un eccezionale senso di agilità e malleabilità. Agendo dolcemente su gas e sterzo è possibile giocare con i pesi e far "danzare" la Subaru, con l'aiuto del differenziale centrale che varia la distribuzione della coppia tra gli assi - di base 60:40 sulla Levorg - per trovare grip su neve e ghiaccio.

Equilibrio tra i birilli

Subaru ha trasformato il piccolo aeroporto imbiancato di Dagali e il vicino lago ghiacciato in una specie di parco divertimenti a quattro ruote: ci sono un percorso offroad, un circuito sul ghiaccio e uno slalom. Inizio con quest'ultimo, per prendere dimestichezza con il fondo: controlli elettronici della Levorg staccati e si parte tra i birilli, il trucco sta nel dosare acceleratore e sterzo con cautela, per evitare sotto e sovrasterzo e trovarsi sempre con l'auto in equilibrio pronta per il birillo successivo. Decido di alzare un po' il coefficiente di difficoltà e prendo una WRX STI con pneumatici leggermente chiodati. I suoi 300 CV e 407 Nm di coppia uniti alla trazione DCCD rendono l'esercizio più complicato e veloce, ma la sostanza non cambia: per essere efficaci bisogna essere misurati negli input e farsi aiutare dal posteriore, che qui è decisamente più presente che sulla Levorg.

A spasso nella neve

Provo a mettere a frutto quello che ho imparato nel percorso offroad, dove al volante di una Subaru Outback attraverso un bosco su un sentiero che - mi spiega l'istruttore norvegese - è riservato ai trattori. Ah. Le sue istruzioni sono molto insolite ma promettono bene: guardare bene la strada di fronte per "leggere" il fondo in anticipo, ESP staccato per avere più trazione e accelerare in salita, altrimenti si rimane bloccati. A dare una mano qui c'è l'X-Mode, un sistema che agendo autonomamente sui freni e gas riduce lo slittamento e permette di mantenere direzionalità e tenuta anche nelle condizioni più difficili. La capacità della Outback di muoversi su strade che di fatto sono solo cumuli di neve, potendo contare solo sulle gomme invernali e la propria trazione, è impressionante: sono a bordo di una comoda station wagon da famiglia che mi sta portando davvero ovunque con un minimo sforzo.

Lezioni di pista

Pronto per il circuito? Forse no, ma vado lo stesso. Anche qui parto con la Levorg e provo a mettere in pratica le lezioni del briefing che gli istruttori di guida norvegesi mi hanno dato a inizio mattinata: la traiettoria di trazione è diversa da quella ideale su pista, quindi bisogna entrare ancora "accelerati", andare più lunghi, lasciar derapare l'auto e quando si vede l'uscita ridare gas. "Full power", mi hanno detto. Ai primi giri faccio la sagra del sottosterzo, lavoro troppo sul volante e poco su gas ed equilibrio dell'auto. Poi il ghiaccio comincia a insegnarmi qualcosa - impressionante la velocità con cui imparo persino io, che non sono un "manico" come Andrea o Giuliano - e a ogni giro la Levorg, sempre sincera e intuitiva nelle reazioni, mi restituisce più soddisfazioni, finché riesco a inanellare chicane in una sequenza più che decorosa, permettendomi anche qualche derapata in controsterzo sui tornanti. Bene!
Poi salgo sulla WRX STI con il pilota Anders Grøndal, che ha 32 anni e per lavoro gareggia nel campionato rally norvegese, e la mia soddisfazione crolla: questo qui non va mai dritto. Ma soprattutto, quanto forte va? Prima di ogni tornante tira il freno a mano e mette l'auto di traverso usando tutto lo sterzo, per poi tenerla in una derapata in cui l'unica cosa che si vede dal parabrezza è il centro curva. Cambio di direzione a tutto sterzo dall'altra parte e giù di acceleratore a tavoletta fino alla curva successiva, si diverte e mi diverto anche io, nonostante l'autostima a terra. Scesi dall'auto, gli chiedo dove ha imparato a guidare così: mi risponde che da adolescente "rubava" l'utilitaria della mamma e andava a divertirsi sul lago ghiacciato vicino casa. Ah ecco, hanno tutte le fortune questi norvegesi.

Autore: Andrea Fiorello

Tag: Test , Subaru , auto giapponesi


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