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pubblicato il 12 aprile 2016

Barriera del Brennero, è incubo code chilometriche

Presto potrebbe arrivare un "muro" anti-immigrati che metterebbe a rischio il traffico da e per l'Austria

Barriera del Brennero, è incubo code chilometriche

Altro che Unione europea, altro che soluzione condivisa dei problemi, altro che corridoio umanitario, altro che Accordo di Schenghen: l’Austria potrebbe mettere seriamente nei guai l’Italia. Come? Con un nuovo "muro", dopo che quello vecchio è stato abbattuto a Berlino; con una barriera medievale. In sostanza, un ostacolo insormontabile, così da impedire agli immigrati, ai profughi, di passare dall’Italia all’Austria, per poi magari spostarsi ancora più a Nord. Gli austriaci hanno appena iniziato i lavori per la costruzione di una barriera per limitare, in caso di necessità, l'accesso di migranti provenienti dall'Italia. La struttura - ha detto il capo della polizia tirolese Helmut Tomac - avrà una lunghezza di 250 metri e comprenderà l'autostrada, come anche la strada statale.

Conseguenze pesantissime

Se davvero il "muro" dovesse essere eretto dall’Austria, secondo Michael Roth, il ministro aggiunto tedesco per l’Europa, si tornerebbe ai tempi delle code chilometriche al Brennero: "In Europa servono soluzioni comuni e non interventi in solitaria". "Così si rischia di determinare un'intensificazione dei flussi via mare - ammonisce Lorena La Spina, segretario dell'associazione Funzionari, Anfp - più pericolosi e difficili da controllare. Si scaricano sull'Italia i problemi del Mediterraneo e la si condanna a gestire da sola e con stretti vincoli di bilancio una vera e propria emergenza umanitaria e di sicurezza i cui effetti ricadranno inevitabilmente anche sull'anello più debole della catena: le donne e gli uomini della Polizia di Stato". Con i camion che trasportano alimentari, le code potrebbero provocare un innalzamento dei prezzi al consumo: l’incolonnamento al confine si ripercuoterebbe negativamente sui nostri portafogli.

Da quando

Al valico italo-austriaco del Brennero sono già stati smontati i guardrail e in una prima fase di lavori sarà anche modificata la segnaletica stradale. I controlli del traffico leggero e pesante saranno effettuati in un parcheggio a nord del confine. Nei prossimi giorni sarà anche allestito un centro di registrazione. Le verifiche - ha detto Tomac - potrebbero partire a fine maggio, ma sarà il ministero degli interni a Vienna a stabilire l’effettivo avvio. Per ogni controllo, quanto tempo verrà perso? Con quali riflessi a livello di traffico e di smog?

No filo spinato

"I provvedimenti al Brennero non prevedono un vero e proprio muro oppure filo spinato". Lo precisa il presidente austriaco Heinz Fischer ribadendo il concetto del "management di confine" per avere il minor impatto possibile sul transito di persone e merci. "Servono - aggiunge Fischer - più controlli per chi vuole entrare in Europa". Domenico Manzione, sottosegretario all'Interno, è polemico: "Con la chiusura del Brennero, danni consistenti". La decisione di ripristinare i controlli al Brennero, ha sottolineato Manzione, "avrebbe implicazioni economiche tutt'altro che trascurabili. Sarebbe una perdita secca consistente, per questo abbiamo insistito che l'area restasse aperta". Secondo Salvini, invece, l’Austria fa bene, e tutela gli interessi degli austriaci. Proprio come in Macedonia, dove ci sono altri "muri" anti-immigrati. Si va verso l’Europa delle barriere e delle divisioni: il fallimento dei politici dell’Unione europea, senza una strategia di fronte alle nuove dinamiche geo-politiche.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , dall'estero


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