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pubblicato il 8 aprile 2016

Test antidroga, presto nuovi kit diagnostici alla Polizia

Siglato il protocollo d'intesa dal Governo, che punta ad una stretta sui controlli

Test antidroga, presto nuovi kit diagnostici alla Polizia

Uno dei nemici più terribili della sicurezza stradale è la droga. Anzitutto, non esistono statistiche in Italia: nessuno sa quanti automobilisti sotto l’effetto di stupefacenti causano incidenti. Infatti, l’Istat non riesce ad avere dalle Forze dell’ordine questo tipo di dato, né tantomeno quanti sinistri sono dovuti all’alcol. E in questo modo combattere la guida in stato alterato diventa difficilissimo. Secondo: il Codice della Strada è ultra garantista verso chi si mette al volante drogato. Infatti, la multa scatta solo se si dimostra che il guidatore ha assunto stupefacenti poco prima di salire a bordo (ed è molto difficile provarlo). E di conseguenza, anche l’eventuale reato di omicidio stradale per droga si concretizza unicamente dando quella prova. Però il Governo cerca di arginare il fenomeno degli stupefacenti come causa dei sinistri (fenomeno che c’è, eccome) insistendo sulla linea dei controlli scientifici: una politica già iniziata da tempo.

Protocollo d’intesa

È stato appena siglato il Protocollo d’intesa per la “Promozione di interventi in materia di politiche antidroga e di tutela della salute pubblica attraverso il contrasto dell’incidentalità causata dall’uso di sostanze stupefacenti”: è stato sottoscritto dal consigliere Patrizia De Rose per il Dipartimento politiche antidroga e dal direttore centrale per le specialità della Polizia di Stato Roberto Sgalla. Renderà operativa la collaborazione delle due istituzioni avviata con la firma del protocollo d’intesa in data 23 dicembre 2015. La collaborazione consentirà al Dipartimento di Pubblica Sicurezza di destinare, per l’acquisto di strumenti precursori per il controllo preliminare della presenza di stupefacenti e dei relativi kit diagnostici per gli accertamenti di laboratorio, le risorse tratte dal Fondo incidentalità notturna.

Cosa è successo da giugno 2015

I servizi mirati di contrasto per la guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti, svolti dalla Polizia di Stato a partire dal giugno del 2015, hanno interessato complessivamente 35 province e hanno consentito di testare un nuovo protocollo operativo per l’accertamento dell’assunzione di sostanze stupefacenti, direttamente su strada, mediante test di screening sulla saliva effettuati dalla Polizia stradale e dai medici della Polizia di Stato. Nel corso dei servizi sono stati effettuati 260 posti di controllo, con l’impiego di 1.630 operatori della Polizia di Stato e 349 tra medici e personale sanitario, sempre della Polizia. Sono stati sottoposti ad alcoltest 14.767 conducenti (923 sono risultati positivi anche alla verifica con etilometro, con un tasso alcolemico superiore a 0,5 g/l; per tali conducenti è scattato il ritiro della patente di guida per la successiva sospensione) e, come previsto dal protocollo, 930 di questi sono stati sottoposti anche al test di screening per stupefacenti, a seguito dell’esame comportamentale dei sanitari della Polizia di Stato, per valutarne lo stato psicofisico: 268 di questi ultimi sono risultati positivi ad almeno una sostanza stupefacente. Le successive analisi effettuate sui campioni salivari presso il Centro ricerche di laboratorio e tossicologia forense della Polizia di Stato di Roma hanno confermato la validità dell’80% dei test di screening positivi.

Più controlli

Adesso, ci saranno ancora più controlli sulle strade, grazie all’accordo. Per inchiodare chi guida sotto l’effetto di alcol (bastano precursore ed etilometro), ma soprattutto per cercare di multare chi si mette al volante in stato alterato da droghe: per la Polizia, sono operazioni molto lunghe, difficili, con un’infinità di cavilli di legge da rispettare. Servono strumenti idonei, e un personale esperto.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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