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pubblicato il 4 aprile 2016

Dossier Pit Game

Far Cry Primal, il mesolitico è servito [VIDEO]

La saga torna indietro all'Età della pietra con un sandbox divertente ma senza multiplayer online

Far Cry Primal, il mesolitico è servito [VIDEO]
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Prendete il calendario e ritornate indietro nel tempo fino al 10.000 a.C., anno più anno meno. Questo vi chiede di fare Far Cry Primal con un atto di fede, ma soprattutto di coraggio visto che nel mondo virtuale allestito da Ubisoft il giocatore deve prepararsi ad affrontare bestie feroci e tribù con la selce fra i denti per garantirsi la sopravvivenza in un ambiente ostile in cui ad essere alla base della catena alimentare non ci sono polli e tacchini, ma esseri umani. Si tratta ovviamente di uno spin-off, che scombina - almeno nell'ambientazione - la saga di Far Cry e che per il quinto capitolo la serve su un piatto diverso dal solito, strizzando l'occhio al successo di titoli come ARK: Survival Evolved e Horizon: Zero Dawn, che dell'era preistorica hanno fatto in questo ultimo periodo videoludico un vero e proprio must. Tolti Mammut e cavernicoli Primal - lanciato per Xbox One e PS4 il 23 febbraio e su PC l'1 marzo - ripropone però schemi e dinamiche di gioco già viste, che si fanno però apprezzare anche in queste vesti succinte.

Un mondo da esplorare

La struttura è quella dei giochi sandbox, dove ad una struttura narrativa definita lo sviluppatore preferisce aprire un mondo virtuale a tutti gli effetti davanti al gamepad del giocatore, lasciando a quest'ultimo massima libertà di movimento e di sviluppo della storia. La formula è simile a quella del sempre-Ubisoft The Division e com'è ovvio, le missioni principali e secondarie non mancano, ma alla base di Far Cry Primal giace un ambiente super-dettagliato ed estremamente esteso, che sfida il giocatore a farsi esplorare, soprattutto considerando che a differenza dei precedenti, il mezzo di trasporto più veloce a disposizione sarà a cavalcioni di una delle belve addomesticate. Ubisoft si è sforzata di arricchire il gameplay con la ricerca di elementi utili alla sopravvivenza ed i classici elementi da survival, ma la dinamica di gioco rimane quella del combattimento a spron battuto, in cui a farla da padrone non sono la tattica ma la ripetizione.

Belve da domare... in HD

A rendere intrigante ed esotico Primal sono - più che le situazioni di gioco - le numerose belve che il cacciatore che viviamo in prima persona, Takkar, è in grado di ammaestrare, o uccidere. Questo Far Cry fa infatti della crudezza la sua ragione di vita fin dai primi minuti di gioco, tanto da riuscire a catapultare nelle logiche dell'Età della pietra anche il più insesibile dei giocatori. Peccato per la ripetitività dei cobattimenti e per l'assenza della modalità multigiocatore online che su un titolo come Primal avrebbe espanso ulteriormente le possibilità di gioco: pecche compensate da un comparto grafico di primo livello che rende Oros - la valle in cui si ambienta il gioco - dettagliata fino al più piccolo elemento. Da premiare in particolare la densità dei poligoni e le ottime animazioni implementate sul fuoco e sul passaggio dal giorno alla notte, tornata ad essere quell'elemento misterioso che in molti altri giochi di combattimento ed avventura si è perso. Primal riesce così a ritagliarsi un posto di rilievo nel nuovo filone dei giochi ad ambientazione preistorica, anche se non saranno in pochi a sperare che questo rimanga un semplice spin-off della saga.

Publisher: Ubisoft
Sviluppatore: Ubisoft
Data di uscita: 23 febbraio 2016 su Xbox One e PS4; 1 marzo su PC
Genere: Avventura, Survival
Classificazione: PEGI 18
Scopri di piùwww.far-cry.ubisoft.com/primal

Far Cry Primal, il trailer

Disponibile dal 23 febbraio su Xbox One e PS4 e dall'1 marzo su PC, Far Cry Primal promette di catapultare il videogiocatore nel mesolitico, in piena Età della pietra, nelle vestiti di Takkar. Ecco il trailer dell'ultima fatica di Ubisoft

Autore: Redazione

Tag: Videogame , videogiochi


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