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pubblicato il 4 aprile 2016

Sicurezza stradale, dall'Europa dati allarmanti

Gli incidenti sono in crescita con 300 morti in più rispetto al 2014. Ecco il rapporto

Sicurezza stradale, dall'Europa dati allarmanti

È allarme sicurezza stradale nel Vecchio Continente. Le statistiche 2015 sulla sicurezza stradale pubblicate dalla Commissione europea dicono che, l’anno scorso, 26.000 persone hanno perso la vita sulle strade dell’Ue, ben 300 in più sul 2014. È vero che sono 5.500 in meno rispetto al 2010, ma si partiva da numeri enormi; e, con la crisi, è stato gioco facile... raffreddare la temperatura. Il difficile è arrivato nel 2015, e qui l’Unione europea ha mostrato tutti i suoi limiti. Per cominciare, sono soprattutto gli Stati membri a dover intervenire, poiché la maggior parte degli interventi è realizzata quotidianamente a livello nazionale e locale: l’applicazione della normativa stradale, lo sviluppo e la manutenzione delle infrastrutture, ma anche le campagne educative e di sensibilizzazione. Inoltre, i vari Paesi hanno difficoltà a far convivere utenza forte (auto, camion) e utenza debole (pedoni, ciclisti).

Tecnologia, siamo indietro

Un altro punto debole dell’Unione europea, a livello dei vari singoli membri, è la tecnologia: adesso, la Commissione intende elaborare un piano generale per la diffusione dei sistemi di trasporto intelligenti cooperativi (STI). E' una una comunicazione bidirezionale tra i veicoli, tra questi e le infrastrutture stradali e tra le infrastrutture stesse. Questi sistemi consentono ai veicoli di avvisare gli altri veicoli direttamente (in caso di frenata d'emergenza) o attraverso l'infrastruttura (segnalando lavori stradali imminenti).

Feriti, capitolo amaro

Il quadro ha tinte ancora più fosche se si pensa ai feriti gravi: 135.000. Calcolati nelle stime della Commissione. Gli Stati membri dell'UE hanno iniziato a fornire dati comparabili e affidabili sugli incidenti stradali gravi: è il primo passo verso la ricerca di una soluzione europea al problema delle lesioni gravi. Quindi, in futuro, andrà calcolato bene non solo il tasso medio di mortalità nell'UE (51,5 morti ogni milione di abitanti), ma anche il tasso medio di feriti gravi. In totale, il costo fra vittime e lesioni fisiche nel Vecchio Continente è stimato ad almeno 100 miliardi di euro: una montagna di denaro. Segno evidente che una politica vecchia preferisce spendere tanto dopo gli incidenti, anziché spendere meno per prevenire. A tale proposito, Violeta Bulc, Commissaria responsabile per i Trasporti, ha dichiarato: "Ogni singolo decesso o lesione grave è uno di troppo. Negli ultimi decenni siamo riusciti a ridurre il numero di vittime della strada in maniera impressionante, ma l'attuale rallentamento è allarmante. Bisogna fare molto di più, se l'Europa vuole raggiungere l'obiettivo di dimezzare il numero di vittime della strada entro il 2020. Invito gli Stati membri a intensificare gli sforzi volti ad applicare la normativa stradale e ad organizzare campagne di sensibilizzazione".

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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