Attualità

pubblicato il 29 marzo 2016

L'Omicidio stradale è legge, cosa cambia per Polizia e Carabinieri

La responsabilità è salita ai massimi livelli perché l'automobilista rischia il carcere

L'Omicidio stradale è legge, cosa cambia per Polizia e Carabinieri

Non che prima la Polizia non avesse un ruolo importante nel determinare le colpe di un incidente; ma ora la responsabilità degli agenti (così come dei Carabinieri) diventa ancora più forte. Adesso infatti c’è il reato di omicidio e lesioni stradali. E a finire nei guai è il conducente colpevole di aver causato un sinistro mortale o con ferite (gravi o gravissime). A seguito di un impatto così terribile, c’è sempre il verbale delle Forze dell’ordine, accorse sul posto: se e quando possibile, ricostruiscono la dinamica dell’incidente, individuano chi l’ha causato e come, magari con l’aiuto di testimoni. Ovviamente, se il sinistro è complesso, vengono raccolti tutti gli elementi necessari a ricostruire l’accaduto, che verranno poi utilizzati in sede di perizia (eventualmente anche in tribunale, nel caso di controversie legali). Da qui una maggiore responsabilità.

Massima attenzione

Come ricorda poliziamunicipale.it, con l'introduzione del nuovo reato di lesioni stradali gravi o gravissime l’organo di Polizia stradale dovrà porre moltissima perizia e attenzione nella ricostruzione dei sinistri stradali e nell'attribuzione di colpe. Le conseguenze possono essere molto gravi per il conducente rimasto coinvolto. Se viene condannato, le pene (il carcere) varia a seconda delle infrazioni commesse. In particolare, c’è la reclusione da 5 a 10 anni per l’omicidio stradale, da 1 anno e 6 mesi a 3 anni per le lesioni gravi e da 2 a 4 anni per le lesioni gravissime, quando il fatto è causato per colpa dal conducente di un veicolo a motore che si trova in una condizione particolare, come un tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l e non superiore a 1,5 g/l. Ma anche (e qui entra in gioco il verbale di Polizia) se procede in centro urbano a una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 km/h; viaggia su strade extraurbane a una velocità superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella massima consentita; attraversa un’intersezione con il semaforo rosso; circola contromano; fa inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di intersezioni, curve o dossi; sorpassa in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua. Poi, per ubriachezza e per droga, più eventuali aggravanti, si schizza 18 anni.

Gestori della strada

Nondimeno, OmniAuto.it evidenza la pesantissima responsabilità dei gestori delle strade: occorre, più che mai, enorme chiarezza per quanto riguarda le indicazioni stradali, i limiti, la segnaletica verticale in generale, per non parlare di quella orizzontale. Ossia delle strisce bianche per terra: vanno evidenziate, e bene. L’automobilista ha diritto a vedere tutto e a capire se sta commettendo un’infrazione. C’è sì il dovere dell’utente a guidare con prudenza; ma esiste pure il dovere del gestore della strada a fare manutenzione estrema. Coi soldi nostri: basta usare i quattrini incassati con le multe. Per esempio, i Comuni viaggiano a un miliardo di euro l’anno in verbali: da utilizzare anche per noi guidatori. Lo dice il Codice della Strada. Qualcuno li controllerà finalmente?

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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