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pubblicato il 3 ottobre 2007

Le peggiori 50 auto della storia, secondo il Times

Il giornalista Dan Neil elenca i più grandi flop della storia dell’automobile

Le peggiori 50 auto della storia, secondo il Times
Galleria fotografica - Le auto peggiori della storia secondo il TimeGalleria fotografica - Le auto peggiori della storia secondo il Time
  • Ford T - 1909	   - anteprima 1
  • Ferrari Mondial - 1980	   - anteprima 2
  • Maserati Biturbo 4p - 1984   - anteprima 3
  • Maserati Biturbo - 1984
	   - anteprima 4
  • Lamborghini LM002 - 1986   - anteprima 5
  • Fiat Multipla - 1998	   - anteprima 6

Il giornalismo americano è noto per essere talvolta privo di "peli sulla lingua". Ma se a parlare è Dan Neil, editorialista del Los Angeles Times e primo giornalista automobilistico a vincere il premio Pulitzer nel 2004, il divertimento è assicurato. Uno degli ultimi special del giornalista americano è la lista delle Peggiori 50 auto della storia, pubblicato anche sul sito web del Times. Neil ha stilato un elenco dove ha indicato i più grandi flop della storia automobilistica americana e mondiale e fra questi, un po' a sorpresa, c'è anche la Ford T del 1909, considerata unanimemente la progenitrice dell'automobilismo di massa. Eppure dello storico modello Neil dice: "Uh-oh. Qui arrivano i problemi. Conveniamo sul fatto che la Model T ha fatto tutto quello che dicono i libri di storia: ha messo l'America sulle ruote, sovralimentato l'economia della nazione e trasformato il paesaggio in maniera inimmaginabile quando la prima Tin Lizzy uscì dalla fabbrica. Bene, proprio questo è il problema, no? La Ford T - la cui tecnica di produzione di massa fu il lavoro dell'ingegnere William C. Klann, che aveva visitato la linea di dis-assemblaggio di un mattatoio - ha dato agli americani l'idea dell'automobilismo come qualcosa simile ad una legge naturale, un diritto donatoci dal Creatore. Un secolo dopo le conseguenze dell'aver messo ogni anima vivente su ruote alimentate a carburante si stanno accumulando, dall'aria sulle nostre città alla sabbia sotto gli stivali dei nostro soldati".

Essendo Neil americano la maggior parte della lista è formata da auto che sono rimaste pressoché sconosciute in Europa, perché per molto tempo l'America non è stata così vicina come oggi in realtà è. Avvicinandoci al periodo più recente, però, troviamo anche alcuni modelli italiani, per la precisione quattro, che su un totale di cinquanta è comunque un bel risultato. La prima italiana a finire nel mirino dello schietto giornalista è la Ferrari Mondial 8 del 1980: "il suo impianto elettrico aveva più difetti ("bugs", inteso come insetti N.d.R.) di una finestra di un motel di Barstow. Alla fine ogni sistema si guastava, frequentemente accompagnato da un odore di cavi bruciati. Il servizio autorizzato dalla fabbrica assomigliava più ad una estorsione autorizzata dalla fabbrica".

Poi è la volta della Maserati Biturbo del 1984: "Biturbo", naturalmente, in italiano corrisponde a "rottame costoso". Almeno adesso, dopo che Maserati aveva cercato di far passare questo triste infarto su ruote come una vera berlina gran turismo. La Biturbo fu il prodotto di una disperata, squattrinata azienda vicino alla bancarotta, e si vede. Tutto quello che avrebbe potuto creparsi, bruciare, spezzarsi o rompersi lo faceva con la regolarità del Coro di Zingari. La raccolta degli avvisi di riparazione assomigliava alla Bibbia di Gutenberg". Neanche la Lamborghini LM002 del 1986, il raro esperimento di Lamborghini di lanciarsi nel segmento dei fuoristrada è risparmiato: "Questa super dune buggy V12 è stata inclusa nella mia lista puramente a causa della sua raccapricciante clientela. La "Rambo Lambo" era la versione civile di un veicolo militare che Lamborghini vendette ad alcuni paesi fari della democrazia, Arabia Saudita e Libia fra gli altri. La lussuosa LM002 si rivolgeva a giovani e viziati sceicchi sauditi che volevano attraversare la sabbia per sorvegliare i propri giacimenti di petrolio".

L'ultima malcapitata italiana citata da Dan Neil è la Fiat Multipla del 1998: "Multipla è un nome prestigioso per Fiat. La compagnia realizzò un adorabile microfurgone con questo nome negli anni '50 e '60. La Multipla che apparve nel 1998 fu tutto, tranne che adorabile. Con i suoi strani abbaglianti situati alla base dei montanti anteriori la Multipla sembrava che avesse più file di occhi, come un girino illuminato. Aveva quella strana proboscide davanti e una ingombrante cabina dietro, e l'insieme era situato su ruote da nano. Ne affittai una in Europa e funzionò meravigliosamente, ma era così tragica da guardare. La Multipla ci ricorda dunque che le auto non devono solo funzionare bene, ma devono essere belle o almeno non possono assomigliare a questa".

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Tag: Curiosità , VIP , statistiche


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