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Interviste

pubblicato il 24 marzo 2016

Zanlunghi (Jeep): “A tutto SUV”

Nuovi modelli caratterizzati off road e braccetto commerciale con Alfa Romeo. Parla il capo delle operazioni del marchio

Zanlunghi (Jeep): “A tutto SUV”
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Se la Jeep Renegade è un’americana in Italia, Steve Zanlunghi è l’esatto contrario: è un cognome italiano in un americano ed è quello del capo del marchio Jeep per l’area EMEA, carica assegnatagli un anno fa. Ha solo 40 anni, è entrato per la prima volta ad Auburn Hills nel 1997 e partendo dal call center ha scalato tutte le posizioni resistendo alle tempeste che hanno scosso il gruppo Chrysler negli ultimi 10 anni.

OmniAuto.it: Per cominciare, tre domande secche: quando vedremo la nuova Compass, la prima Jeep plug-in hybrid e la nuova Grand Wagoneer?
Steve Zanlunghi: Le risposte sono molto facili! Vedremo il nostro nuovo Suv di segmento C all’inizio del prossimo anno. Per l’ibrido, come ha detto Sergio Marchionne, abbiamo la tecnologia pronta e c’è solo da decidere quando e dove, sicuramente non prima che le leggi e i regolamenti ci costringano a farlo. Per la Grand Wagoneer, confermo quanto già affermato nei nostri piani: 2018.

OmniAuto.it: Il vostro posizionamento di immagine è lo stesso su tutti i mercati?
Steve Zanlunghi: Negli USA siamo un marchio “maistream” altrove no. Lo dimostra il fatto che le versioni “75th Anniversary” che stiamo lanciando qui [al Salone di Ginevra, ndr] sono molto diverse da quelle che stiamo lanciando negli USA: qui sono basate sugli allestimenti Unlimited e Overland, che sono i più alti, mentre negli Stati Uniti partono dagli allestimenti mediani. Ad ogni modo, noi comunichiamo il brand allo stesso modo perché il DNA è lo stesso: siamo un marchio americano, ma il posizionamento qui in Europa non è certo quello di una costruttore di massa. Con la Renegade le nostre vendite hanno fatto un balzo e con il Suv di segmento C ci andremo a posizionare nella fascia più importante di mercato. Il nostro potenziale in termini di volumi dunque è molto, molto alto.

OmniAuto.it: Parlando di mercati emergenti, qual è il valore dell’India?
Steve Zanlunghi: Abbiamo già lanciato ufficialmente il brand in India e abbiamo annunciato che vi produrremo. Noi dunque avremo stabilimenti in 5 paesi diversi. Se pensate che solo 3 anni fa li avevamo solo negli Stati Uniti… Ora ci saranno Usa, Italia, Brasile, Cina e India. E l’effetto si vede anche dal punto commerciale. Pensate a come sta andando la Renegade in Italia che è il mercato numero 1 a livello globale.

OmniAuto.it: Prevedete un’altra versione SRT per altri modelli in gamma oltre al Grand Cherokee?
Steve Zanlunghi: Per ora vediamo solo la Grand Cherokee SRT.

OmniAuto.it: Da quel che si è capito, volete coltivare l’accoppiata commerciale Jeep-Alfa Romeo…
Steve Zanlunghi: Il piano in Europa è di avere Alfa Romeo in combinazione con Jeep. Al momento ci sono 440 concessionari, su 830, che hanno entrambi. La strategia per gli Usa prevede invece che Jeep vada insieme a Dodge e Alfa Romeo insieme a Maserati. Ma qui in Europa la strategia è diversa e mettere Jeep con Alfa Romeo ha un senso.

OmniAuto.it: Oltre al Suv di segmento C e al Grand Wagoneer, che cos’altro dobbiamo aspettarci da Jeep?
Steve Zanlunghi: Niente di più di quello che ha detto il mio capo. Mi sembra che sia stato abbastanza chiaro no? Ci sarà una Jeep pick-up.

OmniAuto.it: Prevedete un ritorno del mercato verso i Suv veri dopo i crossover?
Steve Zanlunghi: Sì, basta vedere che cosa sta facendo la Renegade nel suo segmento: è un Suv vero. Jeep ne è convinta e continuerà a fare Suv veri. Certo abbiamo in gamma versioni a 2 ruote motrici, ma tutti i modelli hanno anche versioni “trail rated” per il fuoristrada duro.

OmniAuto.it: Quanti 4x2 vendete in percentuale?
Steve Zanlunghi: Dipende dal modello. Il 100% di Gran Cherokee è 4x4, così come il Wrangler, quasi il 90% di Cherokee è 4x4 e soltanto per Renegade circa il 40-45% è 4x4.

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Tag: Interviste , Jeep , auto americane , interviste


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