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pubblicato il 18 marzo 2016

Risarcimenti, lobby assicurative alla carica

L’Organismo unitario avvocatura denuncia manovre lobbistiche in Senato a danno degli automobilisti

Risarcimenti, lobby assicurative alla carica

Al Senato non si sta discutendo il Disegno legge Concorrenza: è in ballo qualcosa di più pesante. Ci sono i diritti dei danneggiati. Non parliamo di chi viene tamponato e deve fare aggiustare l’ammaccatura dell’auto; ci riferiamo a lesioni fisiche superiori al 9% di invalidità: ferite gravi, terribili, che devono sempre essere risarcite in modo equo. E al Senato, denuncia l’OUA (Organismo unitario avvocatura), sono in atto “manovre lobbistiche finalizzate a implementare ulteriori regali alle assicurazioni”. Tutto ruota attorno al danno morale: il turbamento dell'animo e la sofferenza psichica subita da un individuo per le lesioni fisiche riportate in un sinistro. Stando all’OUA, le compagnie spingono per eliminarlo, con un emendamento al Ddl; eccolo: “Quando sussista un danno biologico, l'ammontare complessivo del risarcimento riconosciuto ai sensi del presente articolo è esaustivo del risarcimento di ogni danno non patrimoniale, incluso quello derivante dalla lesione di ogni diritto primario o costituzionalmente protetto della persona”. I

Sforbiciata del 30%

Ma, se quella norma divenisse realtà, il danneggiato quanti soldi perderebbe? Il 30% del risarcimento. Per esempio, non 100.000 euro, ma 70.000 euro. Quattrini che resterebbero nelle casse delle assicurazioni, così da accrescere i colossali guadagni già in atto da anni. La regola servirebbe ad abbassare i costi e quindi i prezzi Rca: un ritornello frequente. Tuttavia, la precedente regola taglia-risarcimenti (col Governo Monti) è stata molto deludente per gli assicurati, le cui Rca hanno subìto solo lievissimi ribassi, peraltro in concomitanza col calo di sinistri e rimborsi.

Qual è il forte rischio

In poche parole, la regola, se approvata, prevederà che l'ammontare complessivo del risarcimento riconosciuto per le lesioni gravi (superiori al 9%) sia esaustivo del risarcimento di ogni voce di danno non patrimoniale, incluso quello derivante dalla lesione di ogni diritto primario o costituzionalmente protetto della persona. Per questo, anche l'Associazione vittime della strada è sul piede di guerra, “esprime la propria indignazione e continua a dire ai senatori che il risarcimento non si tocca. È una questione di civiltà, di dignità e di attenzione ai diritti della persona, pertanto la nostra pressante e inderogabile richiesta è: Giù le mani dal risarcimento del danno alla persona, in termini di perdita della vita e di perdita dell’integrità della salute".

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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