Test

pubblicato il 17 marzo 2016

Nissan Juke-R 2.0, in pista con la GT-R travestita

600 CV e 652 Nm di coppia nascosti sotto un crossover urbano e gestiti da una super trazione integrale

Nissan Juke-R 2.0, in pista con la GT-R travestita
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Ho sempre adorato le cose folli e con poco senso logico, ovviamente nel senso più positivo del termine. Per questo la sola idea di salire su una piccola crossover trasformata in un un mostro mi eccita assai. L'auto in questione è la Juke-R 2.0, un curioso esperimento creato da Nissan, che ha pensato bene di infilare sotto la carrozzeria di una vettura tutto sommato tranquilla, l'intera meccanica di un bolide come la GT-R Nismo. Si, questa Juke, che costa circa 500.000 euro e che potete richiedere su ordinazione alla Casa giapponese, è una supercar travestita da automobile da famiglia. Sotto il cofano c'è il poderoso 3.8 V6 bi-turbo da 600 CV e 652 Nm di coppia, che invia la sua potenza sulle quattro ruote motrici per mezzo di un sistema a due differenziali a controllo elettronico. Lo schema è piuttosto semplice e privilegia le ruote posteriori, che ricevono dal 50 al 100% della coppia, mentre le anteriori non ricevono mai più del 50%. Ma come funziona, nello specifico, questo schema?

Una Juke un po' speciale

Il motore si trova davanti e invia la coppia al posteriore con un classico albero, che finisce nel cambio e nel differenziale (autobloccante con torque vectoring), che si trovano uniti al posteriore, secondo lo schema “transaxle” di alfistica memoria. Da qui, però, parte un secondo albero motore che riporta la coppia alle ruote anteriori, che sono collegate a un differenziale liberlo. Il sistema si chiama ATTESA E-TS ed è stato sviluppato da Nissan appositamente per la GT-R. Quella di infilarlo, insieme a tutto il resto, anche sotto la carrozzeria della Juke, è stata un'idea più recente. La R 2.0, quindi, ha davvero poco in comune con le altre Juke, sostanzialmente solo le forme esterne, che però qui sono rivisitate in stile rally anni Ottanta, con cospicui aumenti di carreggiate e bombature e altrettante appendici aerodinamiche non proprio votate all'understatemente. Completano il tutto la vernice nero opaco, che le conferisce un aspetto piuttosto battagliero, e la coppia di scarichi posteriori singoli dal grande diametro.

Anche troppo silenziosa

Ecco, questo è il primo difetto che salta all'occhio della Juke-R 2.0, è troppo silenziosa! Da un'auto così ci si aspetterebbe un indomito ruggito, invece la crossover Nissan sembra più un gattone che fa le fusa, anche quando è lanciata a tutto gas sul rettilineo del circuito spagnolo di Castellolì. Sentita da dentro è certamente più coinvolgente, perché il rumore dell'aspirazione penetra nell'abitacolo svuotato, ma da fuori avrei eliminato sicuramente qualche centimetro quadrato di metallo dagli scarichi. A proposito degli interni, le dimensioni compatte dell'auto giocano certo a sfavore di un pilota come me (sono alto 201 cm), il sedile arretra poco e mi trovo abbastanza con le ginocchia in bocca e il piede destro già piegato all'insù. In questa posizione dubito che riuscirei a guidarla come si deve per più di 20 minuti, ma tanto posso fare solo due giri e con i controlli attivi. Si, la delusione è tanta ma l'auto è unica e certamente Nissan non conosce il valore di tutti i piloti in campo. Così, l'istruttore che si trova accanto a me, prima si informa sulle mie esperienze e capacità, dopodiché ripeterà solo la parola “slow” per tutti e due i giri.

Ma veloce come il vento

Ma non importa, perché questa Juke non ha certo i doppi pedali e io ho intenzione di pestare sul destro ogni volta che posso. La velocità sul dritto è impressionante (me lo aspettavo) il cambio molto rapido soprattutto con il gas a tavoletta (anche questo) e la frenata all'altezza (idem). Quello che invece mi ha sorpreso è stato il rollio, veramente contenuto per un'auto con queste forme, anche se devo dire che la posizione di guida, di un paio di spanne più bassa della Juke normale, ha il suo peso. La Juke-R 2.0 esce dalle curve strette come una fionda e sento bene le ruote posteriori che lavorano, tanto che mi chiedo quanto sarebbe bello poter chiudere una curva con una leggera derapata controllata e invece non posso. Così apprezzo il rigore direzionale e la stabilità anche alle alte velocità e su curvoni, così come l'inserimento pronto. Insomma, le prime impressioni sono tutte più che positive e comunque l'auto mi infonde una grande sicurezza, dandomi l'impressione di rimanere sempre controllabile.

Senz drifting, però

La coppia del bi-turbo è talmente tanta che in un paio di frangenti preferisco antcipare l'inserimento della terza, per guadagnare più velocità e sbilanciare meno l'auto, anche perché il traction control è molto solerte. In effetti, gradirei molto avere un “rompete le righe” dall'istruttore ma la sua faccia preoccupata è tutta un programma. Probabilmente il prezzo da circa mezzo milione di euro ha il suo peso e io purtroppo non possiedo una somma del genere. Così, se volete sapere come va la Juke-R 2.0 di traverso, vi toccherà fare una colletta per un bell'assegno a copertura. Dal canto mio prometto di fare il bravo e di portare tutti a fare un giro!

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Autore: Alessandro Vai

Tag: Test , Nissan , auto giapponesi


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