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pubblicato il 15 marzo 2016

Dossier Auto e Salute

Incidente stradale, le lesioni "invisibili" all'assicurazione

Ci sono postumi che i macchinari non vedono a danno ulteriore per gli automobilisti

Incidente stradale, le lesioni "invisibili" all'assicurazione

Il Governo Monti nel 2012 ha introdotto una norma particolare (e pasticciata) che, col pretesto di limitare le frodi, in realtà danneggia i diritti degli automobilisti e delle vittime della strada. E riguarda la loro salute. Infatti, secondo l'interpretazione della norma data dalle compagnie di assicurazione, le lesioni fisiche lievi dovute a un incidente (per esempio, se venite tamponati) vengono risarcite solo a una condizione: occorre un esame strumentale che faccia emergere la lesione stessa. La regola (confusa e disordinata) ha creato numerosi problemi, riguardanti la salute dell’automobilista, che andiamo ad analizzare di seguito.

Una sestina di guai

1# Lesione. Per i medici legali, la lesione è una cosa (per esempio un taglio) e la menomazione è altra cosa (cioè il risultato di quel taglio, magari una cicatrice). Inoltre al danneggiato il risarcimento spetta non a seguito di una qualsivoglia lesione che può guarire anche senza lasciare postumi (il taglio guarisce senza cicatrice), ma solo se ci sono postumi permanenti. E la norma di legge non fa riferimento ai postumi ma alle lesioni.

2# Pareri. Secondo le compagnie, servono accertamenti medico-legali condotti in modo scientifico e obiettivo. Non basta che il paziente lamenti dolore o descriva i postumi e che un medico legale li accerti: serve l’ok del macchinario. Insomma, la salute viene valutata da uno strumento, ma solo ai fini del risarcimento.

3# Trauma cranico. Non sempre la radiografia è tutto. Esistono postumi da colpo di frusta che possono non emergere: in particolare, il trauma cranico semplice o commotivo senza emorragia extra e intracranica e senza frattura cranio-facciale. Occhio pure alle ferite e alle abrasioni con esiti cicatriziali: non sempre il macchinario, pur moderno, scova subito questi postumi.

4# Patologie psichiche. Piano a parlare di banale tamponamento. Piano a dire che si tratta del solito incidentino. Ogni sinistro può rappresentare un trauma dal punto di vista psichico: paure, ansie, timore di non riuscire a guidare più, incubi d’ogni tipo. Può mai un macchinario beccare questi postumi?

5# Anosmia. È la perdita totale della capacità di percepire gli odori. Certo: un incidente può avere postumi inimmaginabili, che riguardano pure l’olfatto. Improbabile che un esame strumentale snidi del tutto il guaio. Per l'anosmia si usa l’olfattometria, ma non è un esame obiettivo al 100%: si fonda solo sugli odori riconosciuti dal paziente, e quindi sul suo comportamento. È allarme anche per la diplopia: la percezione doppia di un’immagine, riguardante uno o entrambi gli occhi. Sono le sensazioni dell’automobilista, e non è una radiografia a beccarla. Ci sarebbe il diplopiometro, sempreché riesca a individuare in tutto e per tutto il problema in modo obiettivo.

6# Pelle. Disestesie cutanee da lesioni di terminazioni nervose. È una sensazione (che un macchinario non trova): l’interruzione totale o parziale dei nervi sensoriali. Un inferno, che solo chi ha subìto un incidente può raccontare. E non un gelido macchinario.

Questione truffe

La legge del Governo Monti (accertamento clinico-strumentale obiettivo) si poneva l’obiettivo di abbassare notevolmente e in modo strutturale i prezzi Rca: fallito. Invece, sono calati i risarcimenti. Per eliminare davvero le truffe (che esistono), deve scendere in campo l’assicurazione, e fare causa ai furbetti. Invece, una norma che rade al suolo i diritti dei danneggiati, impedendo il giusto riconoscimento di rimborso a chi ha veri postumi da incidente, non è una regola che tutela la salute dei cittadini. L’auspicio è che quella regola venga eliminata quanto prima: in difesa del diritto alla salute.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere


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