Accessori

pubblicato il 14 marzo 2016

Gli optional... del futuro!

Ecco cosa scriveremo sulla lista dei desideri quando andremo a comprare l'auto tra qualche anno

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"Per me quattro pneumatici connessi". "Per me la piastra a induzione da installare in garage". "Quanto viene la piattaforma tecnologica per collegare l'auto alla domotica di casa?". Potrebbero essere questi, tra qualche anno, i dialoghi più comuni tra clienti e venditori di auto, non per forza in concessionaria ma per esempio in conference call, indossando dispositivi 3D per la realtà virtuale, ognuno dal proprio divano di casa. Dite che stiamo esagerando? Forse sull'ultimo aspetto sì, anche se la tecnologia per spingerci all'acquisto e - più in generale - farci vivere esperienze da casa nostra esiste già. Per tutto il resto, invece, stiamo solo raccontando i fatti. Alcuni degli accessori che vi presenteremo sono già in listino - anche se per il momento sono ancora quasi del tutto sconosciuti al grande pubblico - altri invece ci entreranno nei prossimi anni.

E' una questione di Volt

Se e quando l'auto elettrica "sconfiggerà" la dipendenza dal petrolio, nessuno sa o vuole dirlo, visto che le implicazioni vanno ben oltre lo sviluppo tecnologico e toccano aspetti economici, geopolitici, etc.. Detto questo, l'elettrificazione è già un fatto: non solo le auto 100% elettriche sono sempre più numerose, nei listini di ogni Costruttore, ma anche le ibride plug-in, ovvero quelle dotate di un pacco batterie che si ricarica dalla rete domestica e permette di viaggiare a emissioni zero per qualche km. Automobili che fanno nascere esigenze nuove e, di riflesso, nuove voci in listino. Nissan, per esempio, per la Leaf offre il caricabatteria da 6kW (da 0 al 100% in circa 4 ore con cavo 3 T1/T2 Mennekes a 32A): 995 euro. BMW invece tiene a sottolineare - nell'elenco delle dotazioni - che la batteria HV con certificato di garanzia valido 6 anni o 100.000 km è di serie, sulla sua 330e (la Serie 3 ibrida plug-in 2.0 turbo da 252 CV). Sulla Tesla Model S si possono invece avere gli adattatori blu o rossi per la ricarica (90 euro), perché anche gli abbinamenti cromatici contano, il connettore Type 2 (190 euro) o il Dual Charger (1.950 euro: si tratta della cifra comprensiva del doppio caricabatteria - che permette di fornire un totale 93 km di autonomia per ogni ora di ricarica - e il prezzo è comprensivo anche dell'installazione del Wall Connector, obbligatorio affinché il tutto funzioni).

Effetti speciali

Avviso: stiamo per entrare nel campo dell'auto connessa, di quella a guida autonoma e dell'IoT (Internet of Things): tutto ciò che leggerete non è frutto della fantasia di chi scrive ma del lavoro di ricercatori e ingegneri. Per motivi di spazio, non faremo un elenco completo di ciò che è allo studio, ma solo di alcune soluzioni particolarmente interessanti. BMW, per esempio, al CES di Las Vegas ha mostrato un'i3 già oggi in grado, quando si arriva a casa, di "dialogare" con la saracinesca del garage, con tapparelle e porte, con il forno (per pre-riscaldarlo) e di andare a posizionarsi in autonomia sulla piastra di ricarica induttiva. Comodità delle quali non potremo fare a meno un domani? Si vedrà: di sicuro, le Case ce le proporranno come optional e resistere alle tentazioni sarà dura... Così come sarà dura resistere alla tentazione di spendere qualcosa in più pur di togliersi il fastidio, la sera, di cercare posto: il sistema di parcheggio automatico provvederà da solo. A pagamento, ovvio. Con il "piccolo" vincolo che tutto ciò sarà possibile solo quando la guida autonoma 100% diventerà realtà. Anch'essa, non a titolo gratuito.

Pneumatici sferici

Arriverà anche il giorno in cui leggere che oggi - 2016 - molte Case danno la possibilità di comprare il doppio set di pneumatici estivi/invernali farà sorridere: Goodyear, al Salone di Ginevra ha presentato Eagle-360, che dice addio al concetto di gomma come lo conosciamo e accoglie quello di una sfera, collegata al veicolo grazie alla lievitazione magnetica. Abbandonare gli organi meccanici significa migliorare il comfort e la direzionalità (fungendo da 4 ruote sterzanti a 360°, le Eagle-360 annullano molte accelerazioni fastidiose per l'uomo). Inoltre, gli Eagle-360 leggono le condizioni della strada e cambiano consistenza e trama del battistrada di conseguenza. Ci vorranno ancora vent'anni almeno, ma la strada è segnata e, nel frattempo, entro 10 anni circa si potranno già avere le "gomme" connesse (Intelligrip, sempre da uno studio Goodyear presentato a Ginevra) con i sistemi di gestione della vettura, ai fini del miglioramento della sicurezza.

E buio fu

Anche i vetri si evolveranno significativamente, tra qualche anno. Saranno cioè capaci di diventare più o meno scuri in base alla quantità di luce che li colpisce e a seconda delle impostazioni scelte dal guidatore. Continental, tra gli altri, crede molto in questa tecnologia e recentemente ha presentato la sua versione dei vetri del futuro per automobili, anche se ancora non sa attraverso quale tecnologia arriverà al risultato finale. Esistono infatti le pellicole inserite nei vetri, all'interno delle quali ci sono particelle in grado di reagire e "allinearsi" quando viene applicata della tensione elettrica; si tratta di una soluzione già in commercio e funzionante, ma dai costi elevati. Si possono usare i polimeri di cristallo e i materiali elettrocromici: questi ultimi sono presenti per esempio negli specchietti retrovisori anti-abbaglianti (ma richiedono grandi quantità di energia, per le grandi superfici). Al momento non si sa quale di queste tecnologie si affermerà in futuro, ma le varie aziende stanno maturando le conoscenze necessarie per farci dimenticare il significato di aletta parasole. E per darci un altro "vizio", del quale ancora non si conoscono i costi.

Autore: Adriano Tosi

Tag: Accessori , autoaccessori


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