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pubblicato il 7 marzo 2016

Omicidio stradale, i penalisti dicono "No"

L’Unione delle Camere penali boccia la nuova legge come un falso mediatico. Ecco perchè

Omicidio stradale, i penalisti dicono "No"

È neonato, ma già scatena la polemica. Parliamo del reato di omicidio stradale, appena approvato. È un omicidio colposo, cioè per imperizia e imprudenza. Punisce sia chi causa incidenti sotto l’effetto di alcol o droghe, sia i pirati della strada, che scappano dopo aver causato un sinistro. Ma l’Unione delle Camere penali boccia la nuova legge: "Non è con una legge repressiva, sproporzionata ed incoerente che si tutelano le vittime della strada. Non è affatto vero che i pirati della strada rimanessero impuniti prima della emanazione di questa legge ed è falso il messaggio mediatico secondo il quale l'omicidio stradale ora è reato". Vediamo le critiche in dettaglio.

Attacco alla nuova regola

Il fatto, dicono i penalisti, ossia l’omicidio alla guida di un’auto, era già previsto come reato (con l'articolo 589, terzo comma, del Codice penale) ed era già severamente punito (da 3 a 10 anni) "cui ben poteva aggiungersi l'aggravante della previsione dell'evento con pena finale che in casi particolarmente gravi poteva raggiungere i 15 anni".

"Eccessi non condivisibili"

I penalisti attaccano la nuova norma anche perché spesso la giurisprudenza, "con eccessi assolutamente non condivisibili, aveva ricondotto il fatto alla previsione dell'omicidio doloso, con dolo eventuale (pena da 21 a 24 anni)". Quindi, osservano i vertici dell'Ucpi, "non è assolutamente vero che prima non ci fossero gli strumenti per scoraggiare, mediante la minaccia di severe sanzioni, un fatto certamente molto grave e socialmente intollerabile, né, almeno nella maggioranza dei casi, si può dire che le decisioni dei giudici fossero ispirate a criteri di particolare clemenza".

Secondo fronte: sindacato Polstrada

Pure i sindacati della Polizia stradale sono polemici. Il segretario del Silp Cgil, Daniele Tissone, lancia l’allarme: "Il recente varo della legge che introduce nel nostro ordinamento l'omicidio stradale assorbendo l'attuale omicidio colposo aggravato necessita, affinché indagini e processi vengano condotti al meglio, di inderogabili quanto indispensabili investimenti sul versante della formazione degli operatori deputati alla trattazione dei rilievi stradali compresa una implementazione in mezzi e tecnologie". Il problema è che "la Polizia Stradale si presenta sul territorio nazionale con una carenza di organico che, oltre a ricalcare la triste media nazionale, è presente sulla viabilità ordinaria con un'età media anagrafica di oltre 45 anni, con sempre minori presidi sul territorio e, spesso, con carenze di materiali come per l'elementare gesso oleoso impiegato durante i rilevamenti che scarseggia quasi in tutti i reparti della specialità". Formazione, strumenti, tecnologia: ecco i tre cardini affinché il nuovo reato possa davvero essere efficace e funzionare da deterrente. Secondo Tissone, "vanno implementate quelle tecnologie che, con l'utilizzo dei comuni PC, sostituiscano i classici tavoli da disegno tecnico sui quali si realizzano i lucidi delle planimetri inerenti il campo del sinistro".

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada


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