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pubblicato il 4 marzo 2016

Smog, Legambiente pressa i Comuni

Legambiente in pressing sui sindaci affinché combattano davvero l’inquinamento

Smog, Legambiente pressa i Comuni

Facciamo un passo indietro. Arriviamo a fine dicembre 2015, con le città italiane sommerse dalle polveri sottili. Comuni impotenti, di fronte alla mancanza di pioggia, che secondo i sindaci era la causa numero uno dell’aria malsana sui centri abitati. Di fronte a un allarme rosso generalizzato (non certo un’emergenza, visto che da anni ormai l’Unione europea vuole multarci pesantemente per assenza di provvedimenti anti-smog), interviene il ministero dell’Ambiente, che organizza una tavola rotonda. Da cui esce non una legge, non una norma vincolante, ma un protocollo: se non si respira, i Comuni possono (non devono) attuare contromisure specifiche. Magari discutibili, come il limite di 30 km/h in città al posto dei soliti 50 km/h: nelle intenzioni del ministero, quei 20 chilometri orari in meno limiterebbero le emissioni inquinanti. E così arriviamo a oggi.

Associazione all’attacco

Da fine dicembre 2015 a oggi, non si segnalano provvedimenti anti-smog particolari da parte dei Comuni. Al massimo, i sindaci sono intenti a bussare a quattrini alla porta del ministero: della serie, servono soldi per combattere l’inquinamento. Al di là di considerazioni economiche (ma tutti i proventi delle multe e le varie tasse comunali dove vanno a finire? Non vengono certo investiti nelle strade, che sono piene di buche…), scende ora in campo Legambiente, un po’ ovunque a livello locale. In particolare, a Pavia, l’associazione denuncia: “Il 2015 è stato un anno pessimo per i polmoni dei cittadini - spiegano Giovanni Fustilla, Chiara Depaoli e Gianfranco Bernardinello del circolo Legambiente Il Barcé -. La Pianura Padana per sue particolari condizioni è molto a rischio per l’inquinamento dell’aria. Poco sta facendo la Regione Lombardia se non fiumi di parole a cui non seguono azioni concrete. L’invito è a collaborare tra tutti i sindaci per attuare in emergenza iniziative, anche piccole, ma in contemporanea e su aree vaste, consapevoli che non esiste la risoluzione miracolosa al problema, ma servono tante azioni coordinate simultanee. I sindaci dovrebbero chiedere alla Regione o di definire chiaramente dopo quanti giorni consecutivi con l’aria inquinata scatta l’emergenza o quali interventi scattano in automatico nei Comuni per contenere il rischio. Occorre attuare tutti insieme nelle fasi critiche misure antismog come l’abbassamento della temperatura negli edifici, in particolare quelli pubblici, misure anti-traffico come targhe alterne, blocchi del traffico, domeniche senza auto, divieti a circolare per mezzi inquinanti compresi gli Euro 3 e avanzare richieste pressanti alla Regione per avere incentivi per la rottamazione dei mezzi inquinanti, maggiori risorse per i controlli, limitazione della velocità delle auto a 90 chilometri all’ora nelle autostrade, superstrade e tangenziali, maggiori fondi per il trasporto pubblico e per le ristrutturazioni ecologiche degli edifici”.

Altre proposte

Spostiamoci a Novara, dove Laura Ciceri del Circolo Legambiente avanza serie di proposte ai candidati sindaco: “Stop al consumo di suolo a partire dalla zona agricola di Agognate. Non deve diventare un altro polo logistico industriale e non servono nuovi centri commerciali - dichiara -. Bisogna far rivivere il centro storico implementando nuovi percorsi ciclabili, allargando l’isola pedonale a tutti i baluardi e organizzando il trasporto delle merci in centro in modo sostenibile”.

Non si respira

Il problema smog era drammatico in pieno inverno e resta tale, a seconda anche del meteo, in diverse aree. In Veneto, i Comuni stanno prorogando le ordinanze di gennaio e febbraio, per prolungare i tanti provvedimenti antinquinamento. Il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello ha firmato una nuova ordinanza che prolunga le limitazioni a traffico, riscaldamento domestico e divieti di accensione fuochi all’esterno fino al 31 marzo. L’obiettivo è ridurre almeno in parte i livelli di concentrazione locale degli inquinanti nell’atmosfera, tornati accettabili dopo le piogge dei giorni scorsi, ma destinati a risalire in fretta non appena l’alta pressione si impossesserà in maniera stabile del Nordest.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , inquinamento


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