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pubblicato il 22 febbraio 2016

BMW 225xe, l'ibrida plug-in integrale che non teme la neve

Ha un motore tradizionale davanti e uno elettrico dietro, si ricarica alla presa e fa 41 km senza consumare benzina

BMW 225xe, l'ibrida plug-in integrale che non teme la neve
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Dite la verità, se solo cinque anni fa aveste letto che BMW ha messo in vendita una monovolume ibrida plug-in a motore trasversale e trazione integrale, avreste subito pensato a uno scherzo. Cinque anni fa, forse, ma oggi è la pura verità. E se sono passati quasi venti anni dal lancio della prima Toyota Prius (qui la prova), un'auto che all'epoca sembrava un giocattolo da eccentrici ambientalisti californiani, a Monaco di Baviera hanno fatto presto a recuperare il tempo perduto. Non che i tedeschi fossero del tutto a digiuno di tecnologie ibride ma la prima auto ad usarle era la X6 ActiveHybrid del 2009, che utilizzava un powertrain sviluppato “a quattro mani” da Chrysler, Daimler e General Motors. Di tempo, ad ogni modo ne è passato, e questa Serie 2 suona tutta un'altra musica, a partire dal rumore rauco del 1.5 3 cilindri turbo che si trova sotto i cofano anteriore. In questa configurazione eroga 136 CV, ma rappresenta solo una delle parti di un sistema complesso che può garantire ottime prestazioni.

Bilanciamento vuol dire piacere

La teoria tecnica di Monaco di Baviera, infatti, mette sempre il piacere di guida al centro del progetto, anche se si tratta di un modello ibrido che in teoria dovrebbe preoccuparsi di più del consumo. Per questo il bilanciamento dell'auto è importante e per questo quando in BMW hanno progettato la versione elettrificate delle Serie 2 Active Tourer hanno deciso di farla a quattro ruote motrici. In questo modo, oltre alla batteria, anche il motore elettrico è stato spostato al retrotreno e così la trazione integrale (on demand) viene ottenuta senza aggiungere il peso di un albero motore e l'ingombro di differenziali, giunti o frizioni lamellari. Il concetto è simile a quello della Peugeot 3008 Hybrid4, che però è diesel e non è plug-in. I tedeschi, in ogni caso, si sono spinti ancora oltre, creando un'auto di fascia alta che può rappresentare realmente un'alternativa alle versioni diesel e non soltanto un bell'esercizio tecnico.

Rilassante o sportiva

Le prestazioni, infatti, ci sono davvero, sia rispetto alla velocità che ai consumi, ma sono le diverse personalità che può assumere l'auto a conquistare ancora di più. Il merito è dell'integrazione tra i vari elementi del powertrain, perché se i 220 Nm del “millecinque” non sono tantissimi, l'unione con i 165 Nm del motore elettrico è determinante e conferisce alla 225xe uno scatto di tutto rispetto (6,7 secondi nello 0-100 km/h). Anche la velocità massima (224 km/h) è di tutto rispetto, ma la cosa più interessante è come cambia l'auto nel passaggio dalla modalità Eco Pro, alla Comfort e alla Sport. Se nelle prime due la spinta è fluida e si percepisce anche un certo “lag” tra il momento in cui si spinge il gas e l'effettiva risposta delle ruote, nel settaggio più sportivo tutto cambia. L'acceleratore diventa reattivo e la 225xe balza in avanti come una sportiva vera, lasciando attonito chi si aspetta le prestazioni di una monovolume. Questo effetto, poi, è massimizzato se si sposta il cambio in Sport, attivando anche la modalità di massima ricarica delle batterie.

La modalità “nascosta”

Sull'ibrida plug-in BMW, infatti, le modalità di utilizzo selezionabili dal tasto eDrive sono solo tre e non quattro come sulla maggior parte delle concorrenti. C'è la totalmente automatica (quella che si usa di più), quella totalmente elettrica (utile per i brevi tragitti o in aree a traffico limitato) e quella per “salvare” la carica della batteria, che serve se si vuole mantenere la carica elettrica per la fine del viaggio, magari per raggiungere una destinazione particolare. Quella che manca è quella “charge” di ricarica, cioè, che aumenta il consumo e diminuisce l'efficienza per caricare la batteria quando è scarica. Secondo BMW, infatti, l'energia elettrica da utilizzare è quella delle colonnine, perché è sconveniente ricavarla dalla benzina e così ha legato l'utilizzo di questa modalità a quella dell'uso più sportivo dell'auto. Della serie “visto che devi consumare di più almeno divertiti”. In questo modo, in ogni caso, la 225xe può caricare la batteria fino a circa l'80% della capacità totale.

Vera integrale

Quanto alla trazione integrale, invece, se pensate che sia “finta” siete fuori strada. Come potete vedere dalle foto, l'ho testata anche nella coltre di neve e si è comportata egregiamente, permettendo addirittura di fare dei traversi grazie alla spinta che arriva dal posteriore. Ovviamente non è questo il suo utilizzo principale, così come angoli e altezze impediscono di affrontare percorsi fuoristrada, ma in montagna con tutta la famiglia si va in tranquillità. La Serie 2, del resto, è un'auto pensata per un uso di questo tipo, come dimostra lo spazio interno - solo leggermente ridotto dalla presenza del sistema ibrido - la sua organizzazione e la presenza di soluzioni di infotainment dedicate ai più piccoli. In questa particolare versione, però, strizza l'occhio anche a un cliente diverso, più dinamico ed esclusivo, ma anche attento all'ambiente. Con una presa in garage, infatti, si possono fare fino a 40 km senza sprecare una goccia di benzina. Il prezzo è solo lievemente più alto della 220d, cioè la diesel più potente (190CV). Per quest'ultima servono 35.650 euro, che salgono a 39.900 se si vuole quella a trazione integrale. La 225xe, invece, si pone a metà tra queste due, con un listino di 38.400 euro.

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Autore: Alessandro Vai

Tag: Test , Bmw , auto europee , auto ibride


Listino Bmw Serie 2

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
225xe iPerformance Advantage autom. 4x4 elettrico 224 1.5 5 € 38.400

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225xe iPerformance Sport autom. 4x4 elettrico 224 1.5 5 € 39.200

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225xe iPerformance Luxury autom. 4x4 elettrico 224 1.5 5 € 41.850

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225xe iPerformance MSport autom. 4x4 elettrico 224 1.5 5 € 41.900

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