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pubblicato il 22 febbraio 2016

Codice della Strada, riforma bloccata: mancano i soldi

Molte parti del nuovo testo non hanno copertura economica. Lo dice il Ministero del Tesoro

Codice della Strada, riforma bloccata: mancano i soldi

Nel febbraio 2014, quando si insediò, il Governo Renzi iniziò a promettere la riforma del Codice della Strada, per via di diverse esigenze. Per cominciare, si tratta di un testo enorme, con una quantità gigantesca di articoli, molto complessi e soggetti a più interpretazioni. Va reso più semplice, e meno esposto a differenti letture. In secondo luogo, il Codice della Strada è del 1993, quando smartphone e app non esistevano: le nuove forme di mobilità come Uber, in particolare, non c’erano. Adesso che tutto si evolve alla velocità della luce, grazie alle moderne tecnologie, è necessario modernizzare il testo, rendendolo adeguato alle nuove realtà, anche per evitare che si creino tensioni sociali (vedi le proteste dei taxi). Non ultimo, ci sono norme di questo antiquato Codice della Strada che paiono scritte apposte (ma di sicuro così non è) per favorire i Comuni, specie quelli che desiderano fare cassa con gli autovelox e con le strisce blu: urge una razionalizzazione per mettere ordine nel settore multe. Ma il bilancio è tristemente negativo.

Cosa succede

Sì, ci sono state numerose dichiarazioni di principio: difesa dell’utente debole della strada, caccia ai pirati, lotta alla droga e all’alcol che mal s’accoppiano con l’automobile. E ancora: riduzione del numero di articoli del Codice della Strada, eliminazione dei dubbi interpretativi. Al di là di una serie di annunci politici, il nulla. Lo fa notare anche l’Asaps (Amici Polstrada): il Disegno legge 638 "Delega al Governo per la riforma del Codice della Strada” approvato il 9 ottobre 2014 alla Camera in un testo risultante dall'unificazione di vari disegni di legge, non fa passi avanti. Nella seduta di mercoledì 10 febbraio scorso, i componenti dell'ottava Commissione lavori pubblici rapidamente esaminato lo stato di avanzamento del Ddl. Occorre però superare preventivamente il parere contrario reso dalla Commissione bilancio, su parti molto significative del testo. La Ragioneria Generale dello Stato ha infatti prodotto una dettagliata relazione tecnica, che descrive aspetti negativi dal punto di vista finanziario. Il ministero dei Trasporti e il ministero dell'Economia discutono su come risolvere i dubbi sulla copertura finanziaria del testo.

Ma non ci avevano pensato?

Insomma, chi ha scritto il Ddl (che dovrebbe riformare il Codice della Strada) non ha pensato che i soldi per mettere in pratica quelle idee non ci sono. Evidentemente, il Ddl ha all’interno un numero così enorme di modifiche, anche costose, da paralizzare tutto il progetto. Era forse il caso di puntare su proposte semplici, fattibili. Resta l’amaro in bocca all’automobilista, visto che ne va della sua sicurezza stradale. Per non parlare dell’introduzione del reato di omicidio stradale, impantanato in Parlamento. Che flop.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada


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