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pubblicato il 19 febbraio 2016

Audi quattro ultra, efficienza integrale

Sulla nuova A4 allroad debutterà un nuovo schema 4WD, studiato per ridurre consumi ed emissioni

Audi quattro ultra, efficienza integrale
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Audi evolve il sistema di trazione integrale quattro per le vetture a motore anteriore longitudinale: in pratica, quello utilizzato dalla A4 in su. Il motivo? Migliorare l'efficienza. Per farlo, gli ingegneri di Ingolstadt hanno posizionato una frizione all'uscita del cambio: ad essa è collegato l'albero di trasmissione che invia coppia al retrotreno. In determinate condizioni (bassa velocità, poco gas, uso dolce dello sterzo), l'elettronica di gestione "libera" il suddetto albero, eliminando una prima parte di attriti di trascinamento. In rapida sequenza, un'altra frizione, collocata invece nel differenziale posteriore, svincola le ruote che a quel punto girano liberamente come su una vettura a trazione anteriore. Il tutto, per risparmiare 0,3 l/100 km in media, calcolati su strada, in condizioni di guida vere e comprensive di percorso urbano, extraurbano e autostradale: un valore non da poco, se si considera che le Audi "quattro" consumano mediamente 0,5 l/100 km in più - a parità di auto e motore - rispetto alle 2WD. Una differenza che ora si assottiglia a 0,2 l/100 km. Ho provato in anteprima questo nuovo schema di trazione integrale sulle strade di Innsbruck, sinceramente un po' preoccupato: il piacere di guida finalmente raggiunto da Audi sarà andato perso? Secondo i tecnici no: la trazione rimane "quattro" al 100%, si tratta infatti di un 4X4 con trazione anteriore on demand. Vediamo se è davvero così.

Non ci si accorge di nulla

Come avrete capito dal titolo di questo paragrafo, le mie perplessità si sono sciolte come la poca neve caduta in Austria qualche giorno prima della prova. Il manto stradale che ho trovato nel corso del test era completamente asciutto: avrei preferito un po' di neve per capire a fondo il comportamento della trazione "quattro con tecnologia ultra", ma forse è stato meglio così, visto che giusto due mesi fa ho guidato una A4 quattro con trasmissione "vecchia". Differenze? Nessuna. Ed è questa la vittoria degli ingegneri di Ingolstadt, visto che lo scopo di questa evoluzione era quello di mantenere inalterato il feeling di guida, tagliando i consumi. Le ho provate tutte: entrare in curva un filo troppo forte, dare gas prima del dovuto, cambiare direzione in modo brusco. Niente, la A4 con la nuova trasmissione quattro si comporta esattamente come prima. Non si avverte mai il passaggio 2WD/4WD, né il minimo ritardo. Il feeling di guida è lo stesso di prima e la neutralità del comportamento in curva anche.

Proattiva, predittiva, reattiva. In 2 decimi di secondo

Se le reazioni al volante sono invariate, il merito è, da una parte, della rapidità di innesco dell'asse posteriore: 2 decimi di secondo; dall'altra parte, dell'elettronica. In base alle condizioni di aderenza, il sistema capisce qual è il livello di aderenza fra gomma e asfalto e, se necessario, innesca l'asse posteriore (livello proattivo). Altri parametri (livello predittivo) in base ai quali il sistema passa da 2WD a 4WD sono la modalità di guida selezionata - in Dynamic, per esempio, lo "switch" avviene prima e l'asse posteriore riceve almeno il 60% della coppia -, lo stato del controllo di stabilità e lo stile di guida. Infine (livello reattivo), le ruote posteriori vengono chiamate in causa qualora quelle anteriori perdano aderenza a causa, per esempio, di una lastra di ghiaccio. La trasmissione "quattro" con tecnologia ultra debutterà a maggio/giugno sulla nuova A4 allroad 2.0 TFSI e verrà poi allargata a molti altri modelli della gamma, escluse le motorizzazioni con oltre 500 Nm di coppia: non per problemi di resistenza strutturale, bensì perché con motori più potenti la "finestra" di utilizzazione del 2WD si ridurrebbe troppo, fino a renderla quasi inutile.

Autore: Adriano Tosi

Tag: Test , Audi , auto europee


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