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pubblicato il 9 febbraio 2016

Dossier Auto e Salute

Tenere un diario in auto? Ecco perché conviene alla salute

Avere un registro dove annotare le cefalee è un alleato prezioso per stare bene

Tenere un diario in auto? Ecco perché conviene alla salute

Avete mai tenuto un diario? La domanda sembra bizzarra e lontana dal mondo dell'auto, ma esiste un particolare strumento, chiamato "diario del mal di testa", che può aiutare l'automobilista, specialmente se passa tante ore nel traffico. Si tratta di un registro dove annotare le cefalee ed è stato definito dall'Associazione italiana per la lotta contro le cefalee (AIC-onlus) un utile strumento per il paziente ma soprattutto per​ lo specialista esperto di questa patologia che, sulla base della ​frequenza e delle caratteristiche degli attacchi, può impostare una più corretta terapia medica. A tal proposito, il diario deve essere portato sia alla prima visita che a quelle di controllo e si può aggiornare nell'abitacolo: ovviamente, basta qualche istante di sosta in un punto sicuro. Infatti, il microambiente in cui è confinato un automobilista, se non confortevole, è in grado di alterare l'equilibrio psico-fisico del soggetto con crisi cefalgiche, non di rado scatenate o aggravate da diversi fattori legati alla guida quando di intensità severa (iperilluminazione acuta, luci di elevata intensità, rumori​, fumosità indoor​) o se associate a sintomi neurovegetativi (nausea, intolleranza ai cattivi odori delle sellerie​, cinetosi). Ecco come funziona.

Cefalee primarie

1# Poche righe. Il diario è costituito da righe (corrispondono ai giorni del mese) e da colonne (contengono le informazioni riguardanti il dolore, i sintomi associati e la terapia assunta durante l'attacco acuto di cefalea). Sul diario, vanno indicati solo i giorni in cui si ha l'attacco di cefalea, i giorni in cui non si soffre di mal di testa non sono da compilare, resteranno pertanto bianchi.

2# Cefalea tensiva. Sul diario, indicate se si tratta di un'intensa tensione e dolorabilità a carico della muscolatura pericranica (“tenderness”), che è insieme causa ed effetto del dolore cefalico con la conseguenza di ulteriore contrazione dei muscoli, attivando un circolo vizioso in grado di perpetuarlo.

3# Emicrania. Sul vostro registro, indicate il dolore come emicrania se riguarda solo una parte della testa. Dovuto a cosa? Difficile capirlo subito: predisposizione genetica, fattori ambientali, alterazione dei ritmi biologici (ciclo mestruale, stress, alterazioni del ritmo sonno-veglia, digiuno ed eccessi alimentari), insufficiente assunzione di liquidi, variazioni meteorologiche, alcuni farmaci, il fumo (anche passivo), l'assunzione di caffeina o alcol, alcuni cibi, tutti elementi idonei a scatenare infiammazione e dilatazione dei vasi arteriosi.

4# A grappolo. Dà un dolore è caratteristicamente di tipo trafittivo, a pugnalata, particolarmente violento (cefalea da suicidio), con episodi di durata variabile tra 15 minuti e 3 ore e possono ripetersi fino a 8 volte al giorno: è la cefalea a grappolo.

5# Dove. La cefalea a grappolo ​di frequente colpisce la sede orbitaria monolaterale ed è associata a stato di agitazione e sintomi quali lacrimazione, arrossamento di metà volto e dell'occhio, aumento delle secrezioni nasali con occlusione di una narice, gonfiore di una palpebra, sudorazione di metà volto. Condizione spesso confusa con un'allergia.​

6# In auto. La cefalea a grappolo è particolarmente temibile quando si guida perché improvvisa o scatenata da eventi di crociera quali il passaggio da luce intensa al buio o viceversa (ingresso ed uscita da galleria). Brusche variazioni della luce o anche strade ricche di curve ove al movimento muscolare degli arti superiori si somma quello del collo. Molto fastidiosa per il possibile innescarsi di un potenziamento tra sindrome emicranica e sindrome vagale.​

Prevenzione

Ogni paziente è un caso a sé. Comunque, per prevenire il mal di testa in auto, sono utili gli occhiali da ​Sole, che proteggono l'occhio da variazione cromatiche e luminose improvvise. Mantenete umidità e temperatura costanti sui 23 gradi in auto, ed evitate le escursioni termiche outdoor-indoor. Escludere dall'ambiente veicolare odori forti o penetranti come i profumi, detergenti estremi (ammoniaca, varechina). Alla larga da alcol e fumo che vaso-dilatano. No a un'alimentazione smodata nella qualità e quantità assunta prima di partire.

Hanno collaborato: Aldo Ferrara (professore di malattie cardiopolmonari dell'Università di Siena, e coordinatore scientifico dell'Ergam, European Automotive Medicine); Nicola Mercuri (neurologo, Università di Roma Tor Vergata, presidente dell'Ergam)

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , salute


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