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pubblicato il 8 febbraio 2016

Esame patente anti-colpo di sonno: sarà così

Ecco le regole in materia di apnee notturne, che determinano il colpo di sonno

Esame patente anti-colpo di sonno: sarà così

Partiamo dal primo passo, per essere molto chiari e diretti. Se chi vuole prendere la patente, o chi la vuole rinnovare, soffre di apnee notturne (OSAS, la sigla inglese), o di sintomi che lasciano intendere possa esserci un problema di apnee notturne, allora deve recarsi dal medico. Confessare il problema. Dopodiché, si faranno gli esami specifici, ora previsti per decreto del ministero della Salute, per capire la gravità del guaio. E se è il caso di concedere o rinnovare la patente, e per quanti anni. Di qui una polemica: davvero il cittadino che soffre di OSAS dirà il vero al medico, col rischio di non ottenere il rilascio o il rinnovo della patente (o di avere limitazioni sulla licenza)? Comunque vada, ecco le fasi del test (sempreché l’automobilista confessi la possibile patologia).

Diversi questionari

Prima il colloquio medico, poi un questionario e infine un test su stimoli visivi, associato a un altro questionario: così si valuterà se gli aspiranti al rinnovo o al rilascio della patente costituiscano un rischio per la circolazione stradale in quanto affetti da sospetta Sindrome di apnee ostruttive nel sonno. È quanto prevede il decreto del ministero della Salute, di cui l’Ansa ha anticipato il contenuto. Il provvedimento, in particolare, determina gli indirizzi medico-legali da osservare per accertar e l'idoneità alla guida dei soggetti affetti da OSAS, o sospettati di essere affetti da tale malattia. Un primo colloquio con gli aspiranti al rilascio o al rinnovo della patente, in base a quanto si legge nel decreto, servirà a determinare le prime condizioni di rischio: russamento, obesità, ipertensione arteriosa farmaco-resistente, diabete, cardiopatia, eventi ischemici cerebrali e broncopneumopatie. Poi, un eventuale questionario sulla sonnolenza diurna. Così da determinare il grado di rischio. Per la valutazione della riduzione del livello di vigilanza si passa poi al test dei tempi di reazione,, in cui l’esaminato deve rispondere premendo un pulsante a una sequenza rapida di stimoli luminosi rossi alternati a stimoli luminosi arancio. Più il questionario sulla sonnolenza di Epworth (deve rispondere con sincerità a diverse domande).

Risultato finale

Per i soggetti con rischio medio-basso di sonnolenza diurna, la validità della patente è limitata a 3 anni per le patenti di gruppo 1 (A, B, B +E) e di un anno per quelle di gruppo 2 (C, C+E, D, D+E). Nel caso invece di rischio elevato, chi è affetto da OSAS moderata o grave e produca attestazione specialistica sull'aderenza alla terapia con miglioramento della sonnolenza potrà guidare con validità della patente non superiore a tre anni per il gruppo 1 e a un anno per il gruppo 2.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , patente a punti


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