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pubblicato il 7 febbraio 2016

Dossier #perchécomprarlaclassic

Lancia Fulvia, perché comprarla... Classic [VIDEO]

E' stata l'auto da cui è iniziata la leggenda della Lancia nei rally e un'icona indiscussa degli anni Sessanta

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La leggenda del marchio Lancia nei rally di tutto il mondo, prima ancora che con la Delta Integrale, la Delta S4, la 037 o la Stratos, è iniziata con la Fulvia HF. Realizzata sul pianale accorciato della berlina, la Fulvia Coupé (qui la retrospettiva) viene presentata a Ginevra nel marzo del 1965 con un motore V4 di 1.216 cc molto compatto, progettato dall’Ing. Zaccone Mina. Cambio a 4 marce, trazione anteriore, 80 CV e 950 kg di peso per 160 km/h di velocità massima, ma la 1.2 HF (High Fidelity) è giù più veloce. Seguono poi le Rallye 1.3 e 1.3S, ma è con la 1.3 HF da 101 CV che la Fulvia conquista il Tour de Corse insieme al “Drago” Munari. Ma per vincere il Mondiale Rally serve più potenza e così arriva la 1.6 HF “Fanalone”, chiamata così per via dei fari maggiorati; la potenza è di 115 CV, che crescono a 160 nella versione da corsa. L'iride arriva, così, nel 1972, mentre la produzione cessa nel 1976 dopo 140.454 esemplari, di cui 6.419 sono HF.

Pregi e difetti

L'abitacolo a torretta, garantisce un’ottima visibilità, particolarmente gradita anche dal pubblico femminile dell’epoca. Omologata come 2+2, la Fulvia è molto compatta con una lunghezza di 3 metri e 97, col passo di 2 metri e 33, 15 cm più corto della berlina. Tutti apprezzavano la grande qualità dei materiali, specie della prima serie che si riconosce per la leva lunga del cambio a 4 marce, accorciata con l’avvento del 5 rapporti su tutti i motori a partire dal 1970. In un periodo in cui tutto era a trazione posteriore, inoltre, questa tuttavanti significava innovazione e sicurezza, specie per l’uso stradale. Parlando di difetti, invece, per gli appassionati la prima serie è praticamente “intoccabile”, ma anche lei aveva qualche peccatuccio. Il cambio a 5 marce, infatti, è certamente più solido di quello a 4 e anche la frizione inizialmente era sottodimensionata, tanto che fu modificata a partire dalla seconda serie.

Quale scegliere

Possedere una Fulvia è un sogno possibile, se non si punta alle versioni più ricercate. Nel mirino dei collezionisti ci sono le sportivissime della prima serie, con una Rallye 1.3 HF come la nostra, tra l’altro appartenuta a Giuseppe Navone ex-collaudatore Lancia, che arriva anche a 55.000 euro, mentre per la Fanalone 1.6 HF si parte da circa 65, per la 1.6 Fanalino si parla invece di 25/30 mila euro. L’entry level rimane la Fulvia 1,3, che si trova a meno di 10 mila euro, mentre per le 1.3S2 o per una 1.2 prima serie si può variare tra gli 8/9 mila euro e i circa 15/18 mila.

 

[Si ringraziano LaCuraDellAuto.it e Gulfblue.it]

Autore: Redazione

Tag: Test , Lancia , auto italiane , auto storiche


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