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pubblicato il 4 febbraio 2016

Rc auto, tariffa unica Nord-Sud: putiferio sui ribassi

Le Assicurazioni si oppongono al Disegno legge Concorrenza

Rc auto, tariffa unica Nord-Sud: putiferio sui ribassi

La Tariffa unica Nord-Sud o Tariffa Italia è uno dei punti cruciali del Disegno legge Concorrenza in discussione in Senato. Qui, le lobby delle assicurazioni si sono messe di traverso, come raramente è accaduto in passato: non vogliono assolutamente quella norma. Di che si tratta? In poche parole, oggi, il guidatore virtuoso del Sud (in prima classe di merito, non causa mai incidenti) paga una Rca enormemente più alta di un guidatore virtuoso del Nord, a parità di condizioni (come età e auto). Perché al Sud il rischio sinistro è più elevato, idem il rischio frode. Il Disegno legge punta a premiare il conducente virtuoso del Meridione, vittima del sistema (paga le truffe architettate da pochi, e i sinistri non suoi): per lui, una Rca identica a quella dell’automobilista del Nord, purché accetti di installare la scatola nera.

Ma le compagnie non ci stanno

Il no alla Tariffa unica arriva dall’Ania (Associazione delle assicurazioni), la quale, per inciso, sta dicendo no a un lungo elenco di idee e di novità: “Invece di sostenere misure improponibili dal chiaro sapore elettorale, occorrerebbe affrontare le vere ragioni che tengono alti i prezzi della Rc auto in alcune province del Sud”. Per l’Ania, la norma del ddl è illegittima, perché contraria alle direttive comunitarie che vietano di imporre alle Compagnie condizioni di prezzo di qualunque tipo. Un’idea, inoltre, tecnicamente insostenibile: stabilire a favore degli assicurati che non hanno causato sinistri negli ultimi cinque anni un prezzo unico per tutto il territorio e parametrato al livello di tariffa più basso farebbe saltare il meccanismo mutualistico su cui si fonda l’assicurazione. Morale: le Compagnie sarebbero costrette a stabilire una tariffa unica più elevata colpendo con aumenti ingiusti e rilevanti le comunità di automobilisti più virtuose.

Secondo fronte bollente

Il secondo capitolo riguarda chi debba fissare questi sconti a favore degli automobilisti virtuosi del Sud: per il ddl, è l’Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni). Ma ecco l’emendamento (fortissimamente voluto dalle compagnie) al disegno legge: che siano le compagnie a decidere gli sconti, se proprio questi ribassi devono diventare effettivi. È un emendamento stucchevole: le compagnie, contrarie a questi sconti, che decidono gli sconti stessi. Un controsenso. Anche se in Italia, già nel febbraio 2007, è già arrivata l’assurda regola dell’indennizzo diretto: è la compagnia del danneggiato che risarcisce il proprio cliente. Un controsenso, una norma che ha alzato i prezzi e favorito le frodi, come denunciato da OmniAuto.it già nel 2012 nell'articolo "Risarcimento diretto obbligatorio: a chi giova?".

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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