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pubblicato il 13 settembre 2007

Spy story a Paris

La vie en rouge de Ferrari et McLaren

Spy story a Paris

I lettori scuseranno il titolo in lingua, omaggio ad una delle mete romantiche più ambite da tutte le coppie del mondo, ma oggi 13 settembre, vicino alla Tour Eiffel ci sarà una coppia in più, fra i cui componenti correranno scintille derivate non da invidiabile intesa bensì da una lotta senza esclusione di colpi...

Ricordiamo tutti:
A) la materia del contendere, illecito e provato possesso di materiale riservatissimo Ferrari da parte della McLaren;
B) la richiesta di spiegazioni della FIA alla McLaren non su tale circostanza, di per sé penalmente perseguibile, bensì sul vantaggio (da provare formalmente) derivante dal possesso di tale materiale;
C) la sentenza a favore del team anglo-tedesco, basata sul fatto che il possesso non implicava necessariamente il vantaggio...
D) la reazione della Ferrari e della CSAI (Commissione Sportiva Automobilistica Italiana) e lo Tsunami mediatico che ha travolto la FIA;
E) la conseguente riapertura del caso che verrà nuovamente discusso giovedì di questa settimana.

In vista del round odierno, proviamo a dipanare il filo degli avvenimenti che hanno caratterizzato il periodo estivo. Dall'annuncio della riapertura del caso da parte della FIA ad oggi, cerchiamo di riassumere ed inquadrare le novità.

ORGANO GIUDICANTE
In un primo momento la FIA aveva dichiarato che il Consiglio Mondiale non sarebbe stato nuovamente coinvolto, ma che il giudizio sarebbe stato appannaggio di una Corte d'Appello indipendente (formata da 5 giudici non rispondenti al Consiglio Mondiale, soluzione che il Presidente Mosley ha però recentemente accantonato riconvocando il Consiglio Mondiale).
Tale decisione si ricollega direttamente alla precedente sentenza che, pur riconoscendo la violazione da parte degli inglesi dell'art. 151 comma C del Codice sportivo internazionale, sottolineava che non sussistevano "prove sufficienti che tali informazioni fossero state utilizzate in modo da interferire improprpriamente con il Campionato del Mondo di Formula 1" e che la questione sarebbe stata riaperta " nel caso fossero emerse nuove prove".

LE NUOVE PROVE
Come ampiamente riportato da numerosi media, sembra che l'elemento nuovo, e probante, sia uno scambio di una o più e-mail tra il test-driver Pedro de la Rosa ed Alonso le cui copie sarebbero ora in possesso della FIA. In quelle e-mail si menzionano prove di dettagli tecnici descritti nei documenti Ferrari sia sul simulatore che sull'auto vera e propria e si farebbe esplicito riferimento al ripartitore di frenata, a come poter utilizzare al meglio le gomme Bridgestone e ad altri particolari della Ferrari.
Altro chiaro riferimento sarebbe stato quello ad altri particolari "presi da Coughlan".

Se tutto ciò fosse vero, e se la FIA decidesse di considerare vera questa verità, sulla scorta di elementi oggettivi dei quali sembra entrata in possesso, sarebbe piuttosto difficile per la McLaren dimostrare di non aver tratto vantaggio dal possesso del materiale Ferrari

CONTRO-INDICAZIONI
Se, come appena accennato, la FIA decidesse di considerare vera la verità, la nuova sentenza sarebbe in antitesi con la precedente. I più criticherebbero il comportamento ondivago, ma la decisione contribuirebbe alla parziale riconquista della stima perduta.
Occorre ricordare che la precedente sentenza adombrava, in caso di colpevolezza, l'esclusione della McLaren dai punti del presente e del prossimo Campionato, circostanza che potrebbe avere contraccolpi sulla loro spettacolarità.

Si innesterebbe una reazione a catena che potrebbe incidere sull'audience televisiva - già oggi il confronto con la moto GP è pesante - e toccare gli interessi della FOCA di Ecclestone, detentrice dello sfruttamento dei diritti televisivi.

Purtroppo risulta evidente a questo punto, che il vero nodo da risolvere non è tanto la ricerca della verità e l'applicazione della giustizia (che la FIA potrebbe essere obbligata a perseguire), quanto trovare un punto di mediazione fra sentenza ed interessi.

Dando per un istante come scontata una sentenza favorevole alla Ferrari, sarà stimolante vedere come la FIA, che si è cacciata in un ginepraio con la precedente sentenza, riuscirà ad uscirne con questa nuova.
Se ovviamente la FIA accantonasse tutte le suddette considerazioni e le conseguenti necessità di "bilancino", meriterebbe un applauso a scena aperta: ci vuole molto coraggio a far marcia indietro.

LE REAZIONI DELLA MC-LAREN
Ricordando che il dibattimento non avrà luogo in aule di un tribunale ordinario che deve giudicare il singolo episodio, ma che avverrà di fronte ad un organo essenzialmente politico che potrebbe riferirsi anche al contesto, si può ipotizzare che la Mc-Laren produrrà un dossier su tutte le irregolarità, vere o supposte che siano, addebitabili a suo parere alla Ferrari. Una sorta di lotta al massacro nella speranza di dimostrare, o insinuare il dubbio, che anche la Ferrari ha tratto vantaggio da comportamenti illeciti.

Non bisogna neppure dimenticare che uno dei migliori alleati della squadra inglese potrebbe essere lo stesso ex-ferrarista Stepney, il che potrebbe rappresentare una variabile piuttosto pericolosa in caso siano state adottate soluzioni sulla base di interpretazioni regolamentari al limite (cosa che peraltro fanno, nell'ambito delle singole capacità, tutte le squadre in qualsiasi sport).
L'importante è arrivare al limite, non superarlo...

LE ALTRE SQUADRE
La Renault è scesa apertamente in campo dichiarandosi anch'essa danneggiata se venisse sentenziato il vantaggio illecitamente conseguito dalla squadra anglo-tedesca sopratutto in tema di sfruttamento degli pneumatici Bridgestone.

Il perchè di questa aperta presa di posizione è "lapalissiano": in caso di epilogo sfavorevole per Ron Dennis & C. infatti tutte le squadre farebbero un passo in avanti in graduatoria con conseguente riattribuzione di punteggi e premi in danaro (e Renault sarebbe terza, dietro alla BMW, con conseguente spartizione della parte più qualificata dei primi in danaro e con un Briatore a quel punto più sereno nei rapporti con il Top management dell'azienda).

Ultimo elemento piccante è il tentativo di riprendersi Alonso, da parte sua scontento della situazione che, con Hamilton e non solo, si è creata in Mc-Laren.
L'eventuale condanna della squadra inglese consentirebbe probabilmente allo spagnolo di potersi svincolare senza grossi traumi finanziari dal contratto - triennale - che al momento lo lega a Dennis & C.

MAGISTRATURA ORDINARIA
Tre esponenti della Mc-Laren hanno ricevuto, alla vigilia delle prove del Gran Premio di Monza, altrettanti avvisi di garanzia emessi dalla Magistratura di Modena per spionaggio industriale, ed altri saranno inviati prossimamente.
La Ferrari si riserva inoltre di agire anche di fronte alla Magistratura inglese.

Tempo qualche ora e avrmeo il verdetto...

Autore: Giovanni Notaro

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