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Motorsport

pubblicato il 26 gennaio 2016

C'era una volta il rally, il WRC ieri e oggi

E' finita l'epoca degli investimenti faraonici e delle potenze da Formula 1 ma è aumentata la sicurezza

C'era una volta il rally, il WRC ieri e oggi
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L'edizione numero 84 del Rally di Monte-Carlo si è appena conclusa, con la terza vittoria consecutiva della coppia Ogier/Ingrassia a bordo della pluri-iridata Volkswagen Polo WRC. Per la Casa di Wolfsburg questo degli ultimi anni è il primo impegno ufficiale nel Mondiale Rally, mentre in precedenza il compito di tenere alta la bandiera del Gruppo era stata affidata all'Audi. Anzi, si può dire, senza timore di essere smentiti, che l'Audi di successo che conosciamo oggi affondi le sue radici proprio all'inizio degli anni Ottanta, quando la trazione integrale della Quattro creò uno spartiacque tra il “prima” e il “dopo”. Fino a quell'epoca, infatti, le quattro ruote motrici erano state appannaggio solo dei veicoli fuoristrada specialistici e non delle auto sportive. Ma questa è un'altra storia. Quello che è certo, invece, è che la Sport Quattro e la Ur Quattro (o S1 e S2 che dir si voglia) appartengono a un'altra epoca dei rally, che rimarrà per sempre unica.

Il Gruppo B

Erano gli anni della corsa alle potenze, della scarsa sicurezza e degli investimenti faraonici. Gli anni del vincere a tutti i costi e gli anni in cui le auto che imperversavano nel WRC avevano anche successo in concessionaria. Basti pensare alla carriera della Delta, nata nel 1979 e pensionata nel 1993, grazie a una seconda giovinezza originata dalla HF 4WD nel 1986 e a 6 titolo costruttori conquistati; oppure è sufficiente ricordare le leggendarie (e pericolose) Gruppo B da 600 CV o saltare con la memoria agli anni Novanta quando i reparti corse delle Case giapponesi contavano 250 persone al lavoro e aveano budget paragonabili a quelli della Formula 1, nell'ordine delle centinaia di miliardi. Oggi è tutto cambiato, ma non solo nelle corse automobilistiche. E' il mondo ad andare a un'altra velocità e anche i rally si adeguano, con uno sviluppo tecnico limitato nella speranza di contenere i costi e con budget più umani, visto che nel frattempo il loro gradimento nell'immaginario comune è drasticamente sceso.

Un mondiale complicato

Se pensate, poi, che affrontare una stagione di rally sia una passeggiata, vi sbagliate di grosso. Mentre la F1 ancora riposa, la prima delle quattordici tappe del WRC si è già conclusa e il Campionato non finirà che a novembre. Volkswagen lo affronta con un reparto corse di 120 persone, di cui 70/80 si muovono per ogni tappa europea insieme a tra camion assistenza che fanno da officina viaggiante. Poi ci sono le trasferte intercontinentali - Argentina, Australia, Cina e Messico – e allora bisogna organizzarsi e spedire i container via nave oltre 6 mesi prima della gara, pena un inesorabile innalazamento dei costi con l'utilizzo di trasporti aerei. I tempi in cui Toyota spediva un Jumbo Cargo in Sudafrica con tanto di elicotteri in stiva sono davvero lontani, come lo sono quelli delle migliaia di persone assiepate vicino alle curve e spesso anche sulla sede stradale. Ecco, almeno in questo i rally sono migliorati e anche di molto. Oggi è quasi impossibile che un'auto, uscendo fuoristrada, possa far male a qualcuno.

Rally Gruppo B, auto storiche

Le storiche protagoniste del Gruppo B

Autore: Alessandro Vai

Tag: Motorsport , rally


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