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Motorsport

pubblicato il 25 gennaio 2016

Il Mondiale Rally inizia come era finito, nel segno di Volkswagen

Terza vittoria di fila della coppia Ogier/Ingrassia a Monte-Carlo, in attesa dei nuovi regolamenti e dell'arrivo di Toyota

Il Mondiale Rally inizia come era finito, nel segno di Volkswagen
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Il Principe Alberto di Monaco è al centro del palco delle autorità posto nella piazzetta antistante al Palazzo dei Principi monegasco. E' impeccabile nel suo completo spezzato blu-grigio, una mise sportiva considerando la persona, e guarda con interesse le auto sporche di fango e neve. Dal decimo al quarto classificato passano sulla pedana, sotto ai suoi occhi, che li osservano compiaciuti. Dal terzo al primo, invece, si alza in piedi ed elargisce strette di mano. Ma per il vincitore, considerata anche la sua nazionalità francese, c'è anche una bella e calorosa pacca sulla spalla. Il Rally di Monte-Carlo è anche questo, un cerimoniale che più regale non si può e Sebastien Ogier vi ha partecipato nel modo migliore, quello del vincitore, ovviamente insieme al suo inseparabile navigatore Julien Ingrassia. E' la terza volta di fila che la coppia transaplina sale sul gradino più alto del podio di uno dei rally più prestigiosi e particolari del mondo e l'auto, non c'è neanche bisogno di dirlo, è la Volkswagen Polo R WRC.

Una belva travestita da Polo

Abituati a vederla per strada, nelle tranquille versioni TSI e TDI, o al massimo in quella GTI si fa fatica a pensare che la Polo sia capace di tanto. E infatti la Polo di Ogier condivide con quelle che si trovano nelle concessionarie solo gli stemmi e forse qualche altro grammo di plastica. Per il resto si tratta di una World Rally Car vera e propria, una vettura a trazione integrale, con un 1.6 turbo benzina che dichiara 318 CV solo per colpa di un air restrictor da 33 mm. Con i suoi 1.200 kg di peso (da regolamento) il rapporto peso potenza non è certo quello della Gruppo B di una volta o delle WRC di alcuni anni fa, ma la Polo WRC danza sulle curve del Col de Turini come se fosse telecomandata a tutto gas da un bambino stakanovista. Per terra la strada è asfaltata e nei punti d'ombra è facile trovare del ghiaccio, ma nonostante questo la Volkswagen scorre via senza indugi e anche i traversi non sono più quelli spettacolari, a bandiera, che si vedevano una volta. I rally moderni sono gare all'insegna della massima efficienza.

Nel 2017 cambia tutto

Forse è per questo che dall'anno prossimo cambierà tutto. Il Wolrd Rally Championship deve diventare più spettacolare, ha deciso la FIA, e non c'è modo migliore per raggiungere lo scopo che aumentare le prestazioni. Quindi gli air restrictor si allargheranno di un paio di millimetri, il peso minimo scenderà di una ventina di kg e le carreggiate saranno più ampie di 50 mm. Questo vuol dire almeno 70/80 CV in più, per un totale di almeno 400, ma l'altra grande novità sarà il debutto del terzo differenziale centrale attivo. Le WRC attuali, infatti, hanno solamente due differenziali e nessuna possibilità di ripartizione attiva della coppia motrice. Ma il 2017 sarà anche l'anno del grande ritorno ufficiale della Toyota, già vincitrice nel recente passato con la leggendaria Celica e con la Corolla WRC. Stavolta a difendere l'onore giapponese nei rally di tutto il mondo sarà la Yaris in versione WRC. Inutile dire che non vediamo l'ora di vedere la sfida tra le due aziende automotive più grandi del mondo.

Autore: Alessandro Vai

Tag: Motorsport , Volkswagen , auto europee , rally


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