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pubblicato il 22 gennaio 2016

GP d'Italia, Monza è salva. Forse

L'accordo economico sembra raggiunto, l'ACI farà la sua parte

GP d'Italia, Monza è salva. Forse

Il GP di Formula 1 a Monza dovrebbe essere salvo. Usiamo il condizionale perché con "Mister E.", al secolo Bernie Ecclestone patron della F1, è sempre meglio stare sul chi vive. Della vicenda si parla da parecchio tempo: da una parte c'è l'Autodromo e tutte le parti in causa, dall'altra la società che detiene i diritti TV della F1, nelle mani di Bernie Ecclestone appunto. A dividerle, la cifra che la prima deve pagare alla seconda per poter avere il Gran Premio. Nei mesi scorsi - a settembre in occasione della gara - per salvare Monza è arrivato a spendersi anche il primo ministro Matteo Renzi. La svolta positiva pare quella di oggi pubblicata su OmniCorse.it: l'ACI, per bocca del Presidente Angelo Sticchi Damiani, ha ufficializzato che farà la sua parte (su pressione dello stesso Renzi e del Presidente del Coni Giovanni Malagò) mettendo sul piatto 12 dei 28 milioni di dollari richiesti.

Una cifra importante, ma che dovrebbe essere recuperata con gli incassi diretti dei biglietti e con l'indotto che gira intorno alla tre giorni della Formula 1. E poi 28 milioni sono "pochi", se si pensa ai 50 all'anno, in tre anni, che (secondo Sticchi Damiani) l'Azerbaijan paga per evere lo stesso "prodotto" a Baku. Proprio quello di Baku potrebbe essere un altro dei GP "strani" che negli ultimi 10-20 anni si sono aggiunti al calendario: da quello di Russia a quello della Cina, da quello del Bahrein a quello di Singapore, passando per la Malesia e - qualche anno prima - per l'Ungheria all'epoca sotto influsso comunista.

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Tag: Motorsport , formula 1


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