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pubblicato il 25 gennaio 2016

Patente auto, come cambiano le regole per chi soffre di apnee notturne

L’Italia si adegua alle direttive Europee. Niente patente per chi rischia il colpo di sonno

Patente auto, come cambiano le regole per chi soffre di apnee notturne

In burocratese: la patente di guida non dev’essere rilasciata né rinnovata a candidati o conducenti affetti da disturbi del sonno causati da apnee ostruttive notturne che determinano una grave e incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell'attenzione non adeguatamente controllate con le cure prescritte. In parole povere: se la notte dormi poco e male per via delle apnee notturne, guidando l’auto il giorno dopo sei a rischio colpo di sonno. Quindi, ora lo Stato non ti dà più la patente.

Sei aspetti da chiarire

1# Legge. Sta tutto scritto nel decreto 22 dicembre 2015 pubblicato in Gazzetta Ufficiale numero 9 il 13 gennaio 2016. Recepisce la direttiva europea 2014/85/UE: insomma, l’Italia si adegua a quanto vuole l’Unione europea.

2# Prima volta. In attesa che i ministeri chiariscano meglio la normativa, tutto passa per il candidato alla patente: se dichiara al medico di soffrire di apnee notturne, o comunque di soffrire di sonnolenza diurna (magari legata a un pessimo riposo di notte), allora dovrà sottoporsi a esami specifici.

3# Quali test. Gli esami medici cercheranno la presenza della sindrome delle apnee ostruttive del sonno, il cui acronimo universalmente utilizzato è OSAS. Solo la diagnosi di OSAS di grado moderato o grave associata a sonnolenza diurna condiziona temporaneamente l’idoneità psicofisica.

4# Rinnovo. Vale lo stesso ragionamento fatto per chi la patente deve ancora prenderla. Prima del rinnovo, l’automobilista dovrebbe dire al medico di soffrire di apnee notturne, o comunque soffrire di sonnolenza diurna. Dopodiché, in caso di diagnosi che conferma un guaio serio, niente rinnovo della patente.

5# Limitazioni. I medici preposti al rilascio della patente potrebbero anche optare per una patente con forti limitazioni, purché il problema sia lieve: in particolare, una guida solo diurna. O solo in città. La commissione medica locale può stabilire la validità della patente per chi soffre di OSAS con rinnovo ogni 3 anni.

6# Trattamento. Ovviamente, l’adeguato trattamento permette innanzitutto di migliorare sensibilmente la sicurezza stradale per l’autista e per terzi nonché la guarigione e l’idoneità alla guida.

Numeri agghiaccianti

Da una recente ricerca scientifica di un’équipe italiana coordinata dal neurologo Sergio Garbarino, si evince che ogni anno in Italia l’OSAS provoca oltre 17.300 incidenti stradali, con più di 250 morti e 12.200 feriti, senza dimenticare gli enormi costi socio-sanitari calcolati in circa 1.500.000.000 euro l’anno soltanto per il nostro Paese. L’elevato impatto socio-sanitario ha indotto l’Europa a emanare questa direttiva prontamente recepita dall’Italia grazie al lavoro di due commissioni ministeriali (Salute e Trasporti) a cui Garbarino ha partecipato attivamente in collaborazione con altri colleghi esperti di altre discipline.

Autore: Redazione

Tag: Da Sapere , patente a punti


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