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pubblicato il 10 settembre 2007

Benzina o gasolio per me pari son…

Anche nelle corse!

Benzina o gasolio per me pari son…
Galleria fotografica - Seat Leon FR WTCCGalleria fotografica - Seat Leon FR WTCC
  • Seat Leon FR WTCC - anteprima 1

Stando ai successi sempre più numerosi che la motorizzazione diesel fa registrare nelle competizioni - dopo la straripante conquista di quote di mercato nella produzione di serie - non si può resistere alla tentazione di parafrasare nel titolo le prime parole cantate dal Duca di Mantova nella celebre aria del Rigoletto.

Le vittorie conseguite nel tempo dalle Sport biposto Audi e Peugeot, l'attenzione di Costruttori come Chevrolet che ha realizzato il prototipo WTCC Ultra, presentandolo al Salone di Parigi dello scorso anno e Lexus, che - attraverso la LGT Engineering - dovrebbe entro fine anno far debuttare nel WTCC due Lexus is220 diesel, dimostrano l'attenzione dedicata in chiave agonistica a questa motorizzazione.

Un discorso a parte merita la Seat che, onorando la sponsorizzazione Red Bull, ha letteralmente preso il toro per le corna buttando nell'arena due Leon FR a gasolio che hanno debuttato a fine luglio sul circuito di Anderstop, ottenendo un promettente sesto posto assoluto con Jordi Gene a poco più di un secondo dalla Leon a benzina di Monteiro, e dal quattordicesimo posto di Yvan Muller.
Le promesse sono state mantenute, a posizioni invertite, ad Oscherleben dove lo scorso 26 agosto Yvan Muller ha conquistato il podio in gara uno ed il quinto posto in gara due mentre Yordi Gené, sempre su Leon a gasolio, ha conquistato la terza piazza in gara due.

Chi ha visto da gara, dal vivo o in televisione, avrà notato come le Leon a gasolio fossero nettamente più veloci delle sorelle a benzina proprio in uscita di curva, laddove cioè la maggior coppia ai bassi regimi prevaleva sul vuoto in basso dei motori a benzina e permetteva ai "gasolio" di utilizzare un rapporto al cambio superiore rispetto ai "fratelli".
Va infatti ricordato che, come tutti sappiamo, l'elaborazione di questi motori in chiave agonistica esalta la coppia a basso regime e rende disponibile tutta la potenza entro un limitato numero di giri;
il pilota si trova quindi a disporre di un acceleratore "pieno" e con tempi di risposta immediati.

Per meglio capire come sia stato possibile concretizzare la vittoria di una vettura diesel sui benzina in una gara turismo titolata FIA, ricordiamo che il motore 2 litri della Leon è passato dagli 170 CV ab origine ai 280 post cura, superando peraltro - stando alle voci che girano nel paddock - di 15 CV l'analoga unità a benzina.

L'elaborazione eseguita dal reparto corse della Seat si è basata, come già anticipato a suo tempo, su una profonda rivisitazione delle masse in movimento all'interno del motore, sul cambio del turbocompressore e sulla variazione dei rapporti del cambio in funzione delle diverse caratteristiche di erogazione della potenza; particolare attenzione è stata inoltre riservata al raffreddamento, con l'adozione di un intercooler maggiorato.
Fin qui le rose; le spine sono viceversa rappresentate dal maggior peso all'avantreno che, unito alla maggiore coppia, si traduce in un maggiore stress degli pneumatici e richiede una rivisitazione della distribuzione dei pesi, presumibilmente un diverso assetto e, certamente una diversa tecnica di pilotaggio rispetto alle analoghe versioni a benzina.

A conferma che qualcosa di nuovo sta effettivamente agitando il mondo delle competizioni, occorre anche ricordare il tredicesimo posto conseguito da una Volvo S60 Flexifuel nella gara di Anderstop, proprio davanti alla Leon Tdi di Muller mentre il terzo posto ottenuto dalla sempre più anziana ma irriducibile Alfa 156 di Thompson ricorda i passati trionfi dell'Alfa nel WTCC e fa rimpiangere il mancato coinvolgimento diretto del marchio con modelli più recenti.

Autore: Giovanni Notaro

Tag: Tuning , Seat


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