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pubblicato il 19 gennaio 2016

Caso emissioni Renault, confermati 15.000 richiami

Coinvolto il 1.5 dCi 110 CV. Smentito il bisogno di riportare in officina 700.000 auto

Caso emissioni Renault, confermati 15.000 richiami

Renault chiarisce in poche righe il richiamo anticipato dal ministro dell’Ambiente Segolene Royal che tanto ha fatto discutere oggi facendo temere un altro crollo in Borsa per il titolo della casa francese o un nuovo scandalo emissioni alla “tedesca”. Le auto richiamate sono effettivamente 15.000 ma non sono stati specificati i modelli e, stando a quanto emerso nella giornata, sarebbero auto ancora non entrate in commercio. Il motore sotto osservazione è invece il dCi110 (ovvero il 1.5 dCi 110 CV) prodotto fino a settembre 2015. L’obiettivo del richiamo, spiega Renault, è “ricalibrare l’unità di controllo”. Secondo Segolene Royal la casa dovrebbe “regolarli correttamente in modo che il sistema di filtraggio funzioni” a tutte le condizioni di temperatura.

La casa della Losanga ha poi fermamente smentito la notizia, comparsa su alcuni giornali, secondo cui dovrebbero essere riportate in officina altre 700mila auto. “Tutte le Renault sono completamente in regola con la normativa vigente”, tiene a specificare ancora una volta la nota stampa in cui viene ricordato che da dicembre 2015 Renault si è impegnata a ridurre ulteriormente le emissioni inquinanti della sua gamma. Anche il governo francese, sempre tramite il ministro dell’Ambiente, ha abbassato i toni: sotto osservazione ci sono anche altri marchi.

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