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pubblicato il 19 gennaio 2016

Trasformare l’auto in elettrica, ora c’è il decreto

La strada alla conversione è stata aperta, ma siamo ancora nella fase pre-industriale

Trasformare l’auto in elettrica, ora c’è il decreto

Qualsiasi auto (a benzina, diesel, GPL o a metano) si può trasfromare in elettrica. Il metodo non è una novità, ma è da questo mese che il Governo italiano ha definito le regole in materia. L’11 gennaio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto n.219 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la "riqualificazione elettrica" dei veicoli (tecnica conosciuta come "retrofit") e si è aperta la strada a nuove opportunità di business per gli operatori e nuove opzioni per gli automobilisti. In pratica, invece di comprare un’auto elettrica, si potrebbe decidere di trasformare la propria. I vantaggi sono diversi: costi di gestione più contenuti (il prezzo per l’energia elettrica delle auto è ancora basso, parliamo di circa 5 euro per una ricarica completa, e in alcune regioni c’è l’esenzione dal bollo); si può parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu o entrare nelle zone a traffico limitato (le regole cambiano da Comune a Comune); oppure si possono evitare i blocchi del traffico. L’operazione però è tutt’altro che immediata perché siamo ancora nella fase di pre-industrailizzazione e, mentre la rete di officine si sviluppa, il prezzo delle auto elettriche di prima omologazione non parte più da cifre esagerate (una Renault Twizy parte da 6.900 euro ed una ZOE da circa 22mila euro, qui il listino delle auto elettriche). Vediamo nel dettaglio.

Come si trasforma un’auto “tradizionale” in elettrica

La trasformazione può essere effettuata solo da officine autorizzate (che si stanno strutturando) e, mentre la carrozzeria rimane intatta, al posto del classico motore a combustione si impianta un motore elettrico, il serbatoio del carburante viene tolto e sostituito con un sistema per la carica delle batterie; il cambio viene modificato, così che non si dovrà più scalare, ma solo impostare la retromarcia. La strumentazione subisce altrettante modifiche, per avere sotto controllo lo stato di carica della vettura, e i dispositivi di sicurezza ovviamente si toccano.

Quanto costa la conversione

Convertire un’auto in elettrica significa adattarla alle proprie esigenze ovvero, in fase di trasformazione, scegliere di quanta autonomia si ha bisogno e in base a questo il prezzo dell’operazione varia. La spesa dipende innanzitutto dal tipo di batteria che si richiede, se ad esempio si vuole un’autonomia che consenta solo gli spostamenti in città si può optare per una batteria al piombo (circa 50 km con una ricarica) e l’operazione parte da 1.500 euro circa. Ma i prezzi arrivano anche a 6.000 euro per 100 km di autonomia. Tutte cifre da confermare perché la rete delle officine deve ancora prendere forma.

Cos’è cambiato con il decreto

Il decreto retrofit ha dato la possibilità alle aziende di industrializzare e creare i kit per convertire in elettrica qualsiasi auto tradizionale (diesel, benzina, metano, GPL); soluzioni che potranno essere omologate a partire dal 26 gennaio 2016. Una delle prime iniziative che punta a creare una rete di officine specializzate si chiama Reborn e si avvale della collaborazione tra alcune associazioni provinciali di Treviso e Vicenza e aziende del settore. Si tratta quindi di un settore che deve ancora prendere forma e di cui torneremo a parlare per analizzarne i bilanci.

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Tag: Attualità , auto elettrica


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