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pubblicato il 18 gennaio 2016

Peugeot 2008 DKR, 2 è meglio di 4

Il prototipo francese dimostra che la trazione posteriore è meglio di quella integrale. Almeno in certe condizioni

Peugeot 2008 DKR, 2 è meglio di 4
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Motore posteriore centrale, trazione posteriore: sembrano due righe tratte dalla scheda tecnica di un'auto da pista. La Formula 1, tanto per dirne una, si basa su questa architettura. Invece l'auto in questione si chiama Peugeot 2008 DKR e, per i pochi che non lo sapessero, si tratta della vincitrice della Dakar 2016. Un risultato giunto a sorpresa, un po' come se la Coppa America se la aggiudicasse uno scafo tradizionale o, nella già citata F1, vincesse una monoposto con freni in acciaio. In realtà, la sorpresa è solo di chi non segue da vicino la massacrante maratona sudamericana (il nome Dakar è rimasto per ovvie ragioni di marketing, ma la carovana ha lasciato l'Africa ormai da qualche anno): l'anno scorso, al debutto, la 2008 DKR aveva già dato segnali di competitività e affidabilità. Vediamo quali.

Una filosofia vincente ispirata dal "Dune buggy"

Passateci la forzatura: la 2008 DKR vince grazie ai principi ispiratori del dune buggy. Già negli anni Quaranta, in America, si capisce che il motore posteriore (nel caso del Maggiolino addirittura a sbalzo) insieme al peso ridotto e a larghi pneumatici a bassa pressione assicura una motricità impareggiabile. Siccome le idee vincenti, spesso, sono quelle semplici, il capo di Peugeot Sport Bruno Famin e i suoi uomini hanno seguito proprio questa strada, dopo essersi presi la briga di leggere il regolamento della Dakar. Regolamento che consente, alle auto 2WD, non solo di utilizzare pneumatici molto più grandi rispetto a quelli delle 4WD e sospensioni dall'escursione nettamente maggiore, ma anche uno sbalzo anteriore praticamente inesistente. In altre parole, grazie alla minima porzione di carrozzeria oltre le ruote anteriori, la 2008 DKR è capace di scalare un muro; o quasi. Dunque, riassumendo: leggerezza (intrinsca in un'auto a due ruote motrici rispetto a una 4WD, oltre che propiziata dal regolamento tecnico), sospensioni da Big Foot con escursione di 460 mm contro 250 delle vetture a trazione integrale, pneumatici grandi come canotti (cerchi 17x8,5 che calzano pneumatici Michelin 37/12,5x17) e angolo di attacco imbattibile, fondamentale per poter superare dune ed ostacoli di qualsiasi forma.

Efficace e spettacolare

Si dice spesso che le auto moderne, stradali e da competizione, siano noiose. Andate a vedervi qualche immagine della 2008 DKR e vi ricrederete: non solo va fortissimo, ma è anche un piacere per gli occhi. Grazie proprio alla trazione posteriore e alla bassa aderenza dei fondi della Dakar, i traversi di Loeb, Peterhansel, Sainz e Despres, gli altri se li sognano. A dare enfasi alle lunghissime derapate dei quattro piloti Peugeot c'è anche la notevole altezza da terra del prototipo Peugeot e il conseguente, macroscopico, rollio che si innesca.

Quattro piloti, un dream team

Ovviamente, senza piloti all'altezza non vai da nessuna parte. In questo senso, Peugeot non ha badato a spese. Il primo che è obbligatorio citare è ovviamente il vincitore, Peterhansel: il Loeb della Dakar, anzi meglio. Con questa, per lui fanno dodici vittorie: sei in moto e sei in auto. Impressionante la sua velocità mista a costanza e consistenza in tutte le condizioni. Non stupisce Loeb, proprio lui, il "Cannibale": fra tutti, il 9 volte campione del mondo WRC è quello che ha dato dimostrazione di maggiori lampi di classe, prima che un mega ribaltone ponesse fine ai suoi sogni di gloria. Non abbiamo dubbi che nel 2017 saprà lasciare il segno, dopo il 9° posto finale di quest'anno.. Quanto al "vecchio leone" Carlos Sainz, dimostra che l'età (quest'anno sono 54) è nulla, quando di mezzo ci sono passione, dedizione, talento e serietà. Peccato che anche contro la sfortuna si possa fare poco: la sua gara è stata compromessa da un grave guasto tecnico. Infine, Cyril Despres, altro campionissimo delle due ruote, qui navigato dall'esperto Castera, ha messo in mostra una gran voglia di imparare: per lui nessun acuto (zero vittorie di tappa), ma la grande esperienza portata a casa, da mettere a frutto nei prossimi anni, gli permetterà di fare meglio del 7° generale del 2016.

Podio anche per Mini e Toyota, ma il 4X4 è ancora attuale?

Quanto alle "tradizionali" 4X4, vale a dire MINI e Toyota, hanno chiuso al secondo e terzo posto, rispettivamente con Nasser Al-Attiyah e Giniel De Villiers. La Mini, in particolare, va segnalato che ha portato a casa un secondo e un quarto posto importantissimi. Detto questo, in Toyota e Mini serpeggia molto probabilmente un dubbio: Peugeot ha dimostrato di avere un altro passo, irraggiungibile. A parità di regolamento tecnico - ammesso cioè che la FIA non bilanci le prestazioni con qualche limitazione in più per le 2WD - potrebbe essere il tramonto della trazione integrale. Ci attendono sorprese per il 2017?

Peugeot 2008 DKR, la vittoria alla Dakar 2016

Dopo 26 anni Peugeot torna a vincere la Dakar. Nel 2016 è protagonista la 2008 DKR.

Scheda Versione

Peugeot 2008
Nome
2008
Anno
2013 - F.C.
Tipo
Normale
Segmento
utilitarie
Carrozzeria
SUV e Crossover
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Motorsport , Peugeot , auto europee , dakar


Listino Peugeot 2008

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
1.2 PureTech 82cv Access anteriore benzina 82 1.2 5 € 15.810

LISTINO

1.4 HDi 68cv FAP Access anteriore diesel 68 1.4 5 € 17.010

LISTINO

1.6 BlueHDi 75cv Access anteriore diesel 75 1.6 5 € 17.460

LISTINO

1.2 PureTech 82cv Active anteriore benzina 82 1.2 5 € 17.510

LISTINO

1.4 HDi 68cv FAP Active anteriore diesel 68 1.4 5 € 18.710

LISTINO

1.2 PureTech 82cv ETG5 S&S Active anteriore benzina 82 1.2 5 € 18.860

LISTINO

1.6 BlueHDi 75cv Active anteriore diesel 75 1.6 5 € 19.160

LISTINO

1.2 PureTech 82cv Allure anteriore benzina 82 1.2 5 € 19.210

LISTINO

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