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Attualità

pubblicato il 8 settembre 2007

Nell'auto dipinta di blu

Ovvero come dal blu si ottiene il rosso di (bilancio)

Nell'auto dipinta di blu

Il Ministro dell'Economia dopo aver sottoposto gli italiani ad una torchiatura talmente spinta da far sembrare la spremitura del peggior olio di sansa una lieve pioggerella di marzo, ha deciso di rivolgere la Sua attenzione ai costi di gestione della cosa pubblica.

Il compito è indiscutibilmente arduo perchè un'azione di questo genere tocca la nostra classe politica - indipendentemente dal colore e dagli schieramenti e tranne qualche isolata e più o meno tiepida eccezione - nella cosa alla quale è più affezionata: il privilegio.

Componente non secondaria di questa spesa è, tanto per rientrare in un ambito coerente ai temi a noi cari, l'auto blu il cui parco sembra abbia già subito un qualche ridimensionamento (anche se chi circola a Roma non se ne accorge) nei Ministeri della Difesa, Giustizia, Infrastrutture ed Istruzione.

Notizie recenti evidenziano che ora dovrebbe essere il turno del Ministero degli Esteri e che, riferiamo per amor di verità, tale ridimensionamento sarebbe voluto dallo stesso Ministro D'Alema.

Rimane comunque il fatto che questi ritocchi incidono assai poco sul parco complessivo che comprende non solamente le auto ministeriali , ma anche quelle delle altre Istituzioni Centrali e Periferiche, come Regioni, Province e Comuni nonché di tutti quegli Enti più o meno utili dei quali il nostro Bel Paese è così ricco; parliamo di appena 580.000 vetture che costano al contribuente italiano oltre 20 miliardi di euro, 18 dei quali assorbiti dalle spese di gestione, di trasporto e di personale; se rapportiamo questa spesa al numero complessivo di auto scopriamo che le risorse assorbite per l'utilizzo di ciascun mezzo grava sui contribuenti per oltre 34.000 euro (arrotondato per difetto) il che, applicato al numero di auto (dato 2005) di Germania (circa 50.000), Francia (65.000) ed Inghilterra (58.000), ci fa scoprire che i contribuenti di quei paesi sono gravati rispettivamente da un costo di 1,7, 2,2 e 2 miliardi: in media 9/10 in meno del nostro fardello.

Ovviamente abbiamo fatto un calcolo non al centesimo, utile tuttavia ad evidenziare gli ordini di grandezza e le macroscopiche differenze di comportamento, fra Stati, nell'utilizzo di risorse pubbliche.

Nel corso di una intervista di pochi giorni fa ripresa da quasi tutti i media, il Presidente della Confindustria, Montezemolo sottolineava come la spesa dell'apparato pubblico italiano si avvicinasse alla somma di quella di 4 grandi Stati Europei: se rileggiamo i dati relativi al costo delle nostre auto blu, appena esposti, verifichiamo come questa abnorme voce di spesa giustifichi l'amara osservazione del Presidente Montezemolo.

Se a tale annotazione aggiungiamo poi quella del Ministro Di Pietro che ha recentemente dichiarato a Repubblica che il perfezionamento di un atto Ministeriale da lui firmato richiede ulteriori quarantadue firme ci rendiamo conto di come recupero di efficienza e snellimento burocratico siano espressioni prive di significato per i nostri governanti.

Sembra quest'ultima una osservazione fuori tema: non più se invece pensiamo che sull'altare di una inefficienza brucia-miliardi, nessuno dei nostri Governi può permettersi, ad esempio, di eliminare dal prezzo della benzina qualcuna delle accise che lo gonfiano, la prima delle quali si riferisce alla guerra d'Abissinia

Ah, dimenticavamo: le 580.000 auto blu italiane di oggi, certamente non utilitarie, nel 2001 erano "solamente" 198.000......

Autore: Giovanni Notaro

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