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pubblicato il 15 gennaio 2016

FCA respinge le accuse USA, prodotto di "due dealer scontenti"

Secondo Fiat Chrysler la causa, priva di fondamento, è frutto di ingiuste pressioni

FCA respinge le accuse USA, prodotto di "due dealer scontenti"

Il gruppo Fiat Chrysler, accusato da un paio di concessionarie americane di aver truccato i dati di vendita mensili negli USA, fa seguire un secondo comunicato ufficiale a poche ore da quello pubblicato ieri, continuando a "respingere con fermezza" le accuse fatte da due dealer del gruppo Ed Napleton Automotive. Secondo FCA il caso del falso reporting nelle vendite non è supportato da alcuna prova ed è "privo di ogni fondamento". La causa partita dai rivenditori con sede in Florida e Illinois è per FCA solo "il prodotto di due dealer scontenti che non hanno adempiuto ai loro impegni".

In pratica il gruppo italo americano respinge le accuse al mittente e rilancia incolpando le stesse concessionarie di non aver rispettato - sin dal 2012 - gli impegni e i termini del contratto sottoscritto e di aver anzi minacciato FCA US di avviare un contenzioso per cercare di avere trattamenti speciali e nuove concessioni nella rete distributiva. Si tratterebbe quindi di una brutta storia di ricatti, ripicche e pressioni a cui la Casa automobilistica "continuerà a resistere"; insomma, a quanto pare la vera vittima è Fiat Chrysler.

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Tag: Attualità , Fiat , dall'estero


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