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pubblicato il 15 gennaio 2016

Dossier Salone di Detroit 2016

Bosch: non più solo auto, ma mobilità

L'ad Gabriele Allievi: “Non potremo fare tutto da soli”. Ecco perché e quale sarà il futuro delle quattro ruote

Bosch: non più solo auto, ma mobilità
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Quando il più grande fornitore al mondo dell’industria dell'auto cambia la denominazione della divisione dedicata da Automotive Technology a Mobility Solutions vuol dire che qualcosa nei fatti è già cambiato e dal concetto di automobile sic et simpliciter si è passati già a quello più ampio di mobilità. Al NAIAS di Detroit abbiamo incontrato Gabriele Allievi per discuterne. “Questo cambio – esordisce l’amministratore delegato di Bosch Italia – ha fondamenti economici: il mercato potenziale è molto più grande di quello attuale dell’auto e quindi fa gola a tanti. Ci puntano tutti, soprattutto gli OEM, ma paradossalmente quelli tradizionali “metalmeccanici” sono i meno attrezzati per competere nel mondo dei software e dei servizi”.

OmniAuto.it: Bosch non è più solo automobili, ma mobilità che vuol dire prima di tutto aiuto all’automobilista. Quali sono gli ultimi sviluppi?
Gabriele Allievi: “La mobilità è un concetto più allargato. Parliamo di sviluppi innovativi non solo nel campo dell’hardware, ma anche del software e dei servizi. Quelli che riguardano la sicurezza sono il rilevamento della marcia contro mano: una app che utilizza smartphone e sensori intelligenti che in 10 secondi possa rilevare la marcia in contromano avvisando immediatamente sia il conducente sia le vetture circostanti. Oggi invece l’allarme viene dato alla radio con parecchio ritardo mentre statisticamente gli incidenti di questo tipo avvengono nei primi 500 metri. Un altro esempio è il lancio dell’e-call aftermarket, un dispositivo che si attacca alla presa accendisigari e, grazie al sensore inerziale, si accorge dell’incidente dando l’allarme. Al Ces abbiamo presentato anche uno schermo a effetto aptico che riproduce elettronicamente la sensazione di una tastiera fisica e permette di riconoscere i comandi senza guardarli”.

OmniAuto.it: Quando arrivano sul mercato e quando potrebbero costare?
Gabriele Allievi: “Entro il 2016, ma i costi ancora non li conosciamo. Entrambi comunque sono realizzabili in pochissimo tempo”.

OmniAuto.it: Il mondo dell’automotive ha tradizionalmente determinati tempi di sviluppo, diversi da quelli del mondo della tecnologia e dei servizi. Come si fa ad armonizzarli?
Gabriele Allievi: “È difficile, ma si può fare e comporta metamorfosi a livello aziendale. Noi abbiamo un’attività specifica che riguarda la generazione di start-up con l’obiettivo di creare nuclei dotati di mentalità e cultura giuste per sviluppare questi nuovi filoni facendo convivere le attività tradizionali con il nuovo”.

OmniAuto.it: A proposito di start-up, recentemente ne avete acquisita una per le batterie allo stato solido. Volete continuare con questa politica per le nuove tecnologie?
Gabriele Allievi: “Sì, e ci sono già state altre acquisizioni, soprattutto in ambito software, di software house. Sicuramente la crescita in questo settore passa anche, ma non solo, da un’attenta valutazione e selezione di start up che noi acquistiamo e/o finanziamo. Dobbiamo cercare le condizioni ambientali oltre che culturali per poter fare in modo che si sviluppino”.

OmniAuto.it: Quest’attività di scouting ha dato risultati anche in Italia?
Gabriele Allievi: “Sì. Negli ultimi 20 anni abbiamo acquisito una ventina di società in Italia, realtà intrinsecamente dotata di aziende medio-piccole a forte tasso di creatività. Abbiamo avuto grosse soddisfazioni e recentemente nell’ambito dei Mems abbiamo costituito un polo tecnologico in Italia integrato con la nostra casa madre costituito da un gruppo di ingegneri che si trova nella zona di Milano. Anche a Bari abbiamo da tempo un centro di sviluppo per i componenti dell’iniezione per i motori diesel e altre organizzazioni che operano a livello globale anche in Italia”.

OmniAuto.it: A proposito di queste nuove tecnologie, in Italia c’è qualcosa e può dare il suo contributo oppure no?
Gabriele Allievi: “Siamo in una fase di approccio e ci lavoreremo nel corso dell’anno. in Italia ci sono attori della mobilità che andremo a valutare come potenziali clienti o partner, così come faremo negli altri paesi. Sicuramente le soluzioni di mobilità connessa non sono più gestibili in proprio perché il mercato è molto grosso e il prodotto è molto complicato e articolato: non c’è un’azienda che possa fare tutto in casa e anche noi abbiamo bisogno molto più di prima di collaborazioni trasversali”.

OmniAuto.it: Voi comunque ambite ad essere sempre e comunque un interlocutore in prima linea verso le Case, un fornitore di prima fascia…
Gabriele Allievi: “Bosch è un’azienda molto grande e il mercato dell’automobile è quello principale. I nostri clienti di oggi continueranno ad essere importantissimi anche domani, però penso che nel futuro ci sarà un allargamento del nostro perimetro di definizione di clienti, alcuni saranno nuovi e alcuni non saranno produttori di auto. Noi siamo già fornitori di Google, Tesla e Apple. Per noi sono tutti clienti ai quali noi forniamo prodotti già oggi che in futuro non saranno più classificabili come “automotive”. Noi come Bosch abbiamo un vantaggio: competenze non solo nell’hardware, nel software e nei servizi e questi sono i tre ingredienti che costituiscono poi i pilastri della mobilità connessa. Molti altri nomi famosi hanno invece competenze molto polarizzate”.

OmniAuto.it: Fondamentali per la guida autonoma sono la sensoristica, in particolare la scansione, il rilevamento delle immagini e la loro elaborazione per la costruzione di quello che voi chiamate “orizzonte elettronico”. Sarete protagonisti nella creazione del software e dell’hardware che lo governerà?
Gabriele Allievi: “È il nostro obiettivo ed è il nostro core business: software, hardware e anche per il cloud giocheremo un ruolo importante. La tecnologia è disponibile, basta pensare che sugli aerei la guida autonoma si fa da decenni: è solo una questione di competenza, maturità e soprattutto di costi. Secondo me l’aspetto più difficile invece è la tecnologia dell’infrastruttura dove ci sono tutt’altri attori che devono attrezzare strade, incroci e città. E poi c’è anche l’aspetto giuridico, per la regolamentazione delle responsabilità in caso di incidenti, malfunzionamenti, etc…”

OmniAuto.it: E voi avete già iniziato a parlare con questi attori?
Gabriele Allievi: “Sì, noi siamo uno degli interlocutori, ma non siamo tra i più importanti. Questa è una partita che si gioca su altri tavoli. C’è anche la necessità di standardizzare i protocolli e le interfacce. È una visione convincente, con vantaggi e benefici enormi nel campo della sicurezza perché il 90% è dovuto ad errore umano: automatizzare certe fasi della mobilità dovrebbe ridurre notevolmente gli incidenti. In Germania si stima di un terzo. Ci arriveremo per gradi: partiremo da situazioni con basso livello di complessità come parcheggio autonomo e guida in autostrada semiautonoma. Abbiamo poi già progetti di automatizzazione di parcheggio in silos: attrezzandolo potremo lasciare la vettura all’ingresso e da sola andrà a posizionarsi nel posto libero e lo stesso avverrà quando la richiameremo. Sarà in produzione nel 2018”.

OmniAuto.it: Quale sarà il vantaggio di tutto questa automatizzazione per l’ambiente?
Gabriele Allievi: “Un traffico connesso evita ingorghi, code, incidenti e ricerche vane del parcheggio. Il contributo dunque sarà grande, soprattutto nelle megalopoli sempre più congestionate. Anche politicamente questa tecnologia sarà sostenuta perché è una delle poche visioni che abbiamo per risolvere il problema del traffico, abbassare la CO2 e le emissioni e infine massimizzare l’utilizzo del mezzo. Questa efficienza andrà oltre la vettura privata: per la mia generazione l’automobile era sacra, per i miei figli la cosa più impostante sarà la libertà di muoversi. Proprio per questo il mercato dell’automobile sarà ridefinito come mercato della mobilità. Daimler che investe su Car2Go, GM su Lyft e Ford con il FordPass: tutti stanno guardando con interesse a queste alternative, sempre più concrete e sempre più importanti in prospettiva futura. Anche noi stiamo sviluppando una app “maggiordomo”: se vuoi andare dal punto A al punto B, lui mi fa un preventivo, prenota tutte le forme di trasporto più efficaci per andare a destinazione dandomi tempi e costi certi”.

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Tag: Live , detroit , interviste


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