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Prototipi e Concept

pubblicato il 7 settembre 2007

GM HydroGen4

Così General Motors si prepara a produrre l'auto a idrogeno

GM HydroGen4
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Vi ricordate dei prototipi fuel cell Chevrolet Equinox? La versione europea che General Motors porterà al salone di Francoforte si chiama GM HydroGen4 e anticipa la prima flotta di oltre 100 veicoli che negli USA a partire dalla fine del 2007 faranno parte di un programma dimostrativo chiamato "Project Driveway". In pratica questo SUV sperimentale sarà affidato a comuni automobilisti e i dati di utilizzo dei veicolo nell'uso quotidiano verranno raccolti e analizzati per perfezionare la tecnologia.

Per sviluppare l'HydroGen4, gli scienziati e gli ingegneri dei centri fuel cell GM di Honeoye Falls (New York), Torrance (California) e Magonza-Kastel (Germania) hanno utilizzato la mole di informazioni raccolte con i test del prototipo precedente, presentato nel 2002, la HydroGen3.
Di quest'ultimo erano state realizzate due variante: una ad idrogeno liquido alla temperatura di -253°C ed una ad idrogeno gassoso compresso. «Ci siamo dovuti concentrare su quest'ultima, perché il liquido finiva inevitabilmente per "evaporare"» spiega Udo Winter, direttore di GME Fuel Cell Activities. «Nonostante un isolamento ottimale, il contenuto del serbatoio si riscaldava lentamente, l'idrogeno liquido evaporava e la pressione all'interno del serbatoio calava. Nel giro di pochi giorni l'idrogeno passavo allo stato gassoso e fuoriusciva dal veicolo fermo che si ritrovava con meno carburante a bordo. Con l'idrogeno compresso non ci sono invece simili perdite di vapore».

Il serbatoio di HydroGen4 è infatti formato da tre bombole ad alta pressione (700 bar), realizzati in un composito di fibra di carbonio, e può contenere 4,2 kg di idrogeno, che garantiscono un'autonomia di 320 chilometri. Il nuovo sistema dispone anche di una batteria di compensazione al nichel-metallo-idruro che permette di utilizzare l'energia frenante recuperata: quando si frena o si sorpassa, il motore elettrico diventa un generatore ed utilizza l'elettricità che si sviluppa durante la frenata per caricare la batteria.

«La divisione di ricerca FCA (Fuel Cell Activities), che conta già su oltre 600 dipendenti, sta per essere integrata nei normali programmi di sviluppo, in modo che abbia il peso che le compete» prosegue Carl-Peter Forster, presidente di GM Europe. «Così facendo, ci stiamo preparando a produrre in serie veicoli a fuel cell».

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